Siglato il contratto 2025/2027 per gli Enti Locali, ed ancora una volta assistiamo al varo di un contratto che non restituisce quanto perso in questi anni in termini di potere d’acquisto.
Un contratto che prevede lo stanziamento dal 1 gennaio 2027 di 989 milioni di euro l’anno, una cifra comprensiva degli oneri riflessi.
Una cifra che si traduce poi in:
- 152 euro lordi mensili su tredici mensilità
- arretrati, stimati mediamente in circa 1.136 euro,
- una dotazione di 50 milioni di euro nel 2027
- dotazione di 100 milioni di euro annui dal 2028
queste le cifre stanziate queste le cifre stanziate ma l’aumento mensile verrà erogato in tre tranche all’inizio di ogni anno fino al 2027 la dotazione di 50 milioni prima e 100 dopo posta per sostenere il salario accessorio non è certamente in grado di dare un vero respiro a salari che accessori che sono sempre al limite della soglia di povertà.
Questo “accordicchio” in realtà nonostante sia stato raggiunto in tempi brevi e con tempi che certamente non sono consueti per i contratti pubblici, comunque non permette ai lavoratori di recuperare quanto perso in questi anni con l’inflazione che ha colpito tutto il nostro paese, in sintesi i dipendenti degli enti locali hanno perso con l’accordo precedente il 9% e visto che con questo si parla già di inflazione programmata al 5,4% isi continuerà a perdere potere d’acquisto.
Per quanto riguarda il resto del contratto firmato vediamo che la maggior attenzione è riservata all’intelligenza artificiale ed ai social media, al digital maneger, ed al welfare.
Sicuramente sarà necessario approfondire ed analizzare meglio questo accordo, ma comunque ribadiamo che per gli Enti Locali e per i lavoratori questo contratto non risolve i problemi, non parifica gli stipendi agli altri lavoratori pubblici, non garantisce la possibilità di vere progressioni di carriera e di un ricambio generazionale che risolva i problemi di carenza di personale.



