ROMA NON FA’ LA STUPIDA … Idoneita' dei dispositivi anti COVID nelle scuole di Infanzia e Nidi

ROMA NON FA’ LA STUPIDA … Idoneita' dei dispositivi anti COVID nelle scuole di Infanzia e Nidi

Asl Roma 1
Asl Roma
Asl Roma 3
Alla Sindaca Virginia Raggi
All’Assessore al Personale
All’Assessora alla Persona, alla Scuola e Comunità solidale
Al Direttore del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane
Al Direttore di Direzione, Programmazione, Regolamentazione e Gestione dei Servizi Educativi e Scolastici
Oggetto: Valutazione idoneità DPI e mancata fornitura DPI alle educatrici dei nidi e alle insegnanti delle scuole dell’Infanzia di Roma Capitale
La presente per rappresentare e denunciare ai preposti organi di vigilanza territoriali presenti sul territorio di Roma Capitale, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 13 del d.lgs n. 81 del 2008, le condizioni di lavoro in cui sono costrette ad operare le educatrici e le insegnati dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali di Roma.
In via preliminare
E’ noto come le carenze strutturali e di organico delle scuole pubbliche in generale, e di quelle comunali tra queste, sono un fatto endemico che si trascina da anni. La situazione di emergenza sanitaria ha riproposto in maniera prepotente tali carenze all’attenzione dell’opinione pubblica, stimolando un dibattito tanto interessante quanto carente di soluzioni a breve e medio tempore capaci di incidere positivamente sui bambini e sulle insegnanti/educatrici. Le condizioni in cui le stesse sono chiamate a prestare l’attività lavorativa destano una preoccupazione importante, laddove le educatrici dei nidi e le insegnanti della scuola dell’infanzia, sono a contatto con piccoli utenti, di età inferiore a sei anni, che non hanno obbligo di mascherina. Si tratta di lavoratrici che per le mansioni proprie che svolgono, di cura e di assistenza oltre che di tipo educativo e didattico, non possono mantenere alcun distanziamento con bambini così piccoli, i quali naturalmente riconoscono nelle maestre figure cui affidarsi. In concreto le educatrici e le insegnanti si interfacciano con bambini che chiedono di essere presi in braccio, a cui bisogna soffiare il naso e asciugare le lacrime all’occorrenza ed a cui si deve cambiare il pannolino, nel caso delle educatrici dei nidi. Quello delle educatrici e delle insegnati dell’infanzia non è un lavoro che consente di mantenere un distanziamento fisico, perché altrimenti si creerebbe un distanziamento emotivo con bambini troppo piccoli per comprendere la difficile situazione che stiamo vivendo.
Considerando che
Il Comune di Roma ha posto in essere delle linee guida in cui, tra l’altro, vengono individuati i DPI che dovranno essere forniti alle educatrici e alle insegnati, individuando le mascherine chirurgiche, che proteggono solo i bambini e non le lavoratrici, il lavaggio delle mani e delle superfici come misure sufficienti a proteggere le insegnati e/o comunque a rendere l’ambiente di lavoro (la scuola!) sicuro per le lavoratrici.
Con la presente si
CHIEDE
La valutazione circa l’idoneità di tali dispositivi a proteggere le lavoratrici in concreto, alla luce di quelle che sono le mansioni delle stesse come descritte in narrativa.
CHIEDE
Altresì un’ispezione sulla fornitura dei DPI ad oggi comunque prescritti atteso che in diversi nidi e scuole di Roma Capitale essa non viene assicurata nei termini prescritti dalla legge.
In attesa di conoscere l’avvio del procedimento e il responsabile dello stesso, ci rendiamo disponibili sin da ora a fornire ulteriori elementi e/o documenti che dovessero rendersi necessari per la valutazione della fattispecie.
Roma, 2 ottobre 2020
Riccardo Germani
Coordinamento Nazionale
ADL Cobas
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