Comunicato della Rete Intersindacale ADL COBAS, CLAP, Confederazione Cobas, Sial Cobas
Nella giornata di lunedì il collettivo di Fabbrica ex GKN è stato raggiunto da 18 notifiche di chiusura indagine per il corteo del 18 ottobre 2025.
Come rete intersindacale c’eravamo. Come sempre siamo stati al fianco della vertenza del collettivo di fabbrica ex GKN, un collettivo che negli anni è sempre stato in grado di dare ad una vertenza operaia una dimensione complessiva, capace di parlare di questo, di altro e di tutto e capace di mettersi in ascolto di lotte vicine e lontane.
Quel giorno eravamo insieme alle 10.000 persone che hanno partecipato al corteo denominato “il futuro irrompe”, e insieme a loro abbiamo praticato l’azione di disobbedienza civile all’aeroporto di Firenze.
Purtroppo conosciamo la prassi della nostra controparte: laddove non riescono a sedare le lotte giocando sulla paura dei lavoratori, si utilizza la repressione: capita fuori dai cancelli delle fabbriche del tessile a Prato, dove i compagni del SUDD Cobas resistono contro livelli di sfruttamento inimmaginabili, capita con le denunce a scoppio ritardato che colpiscono lavorator* e sindacalist*.
L’impianto giuridico che stanno costruendo a colpi di decreti sicurezza, se da un lato è sempre più inquietante, dall’altro dimostra la paura che hanno delle lotte: se la risposta al malessere diffuso si basa su denunce e manganelli, è perché le lotte vanno a colpire nodi strategici e nervi scoperti del loro progetto politico.
E’ per questo che chi anima una vertenza operaia che si oppone alla chiusura di una fabbrica ed alla speculazione, così come chi anima le proteste contro il carovita ed il genocidio in Palestina, diventano soggetti da criminalizzare, ed è per questo che non possiamo che esprimere piena solidarietà ai compagni e alle compagne del collettivo di fabbrica e GKN.
Quel giorno c’eravamo tutt*. E tutt* ci saremo.



