Climate Friday! Ambiente/Diritti VS Inquinamento/Sfruttamento

Vogliamo prendere spunto dal BLACK FRIDAY, la giornata che oggi si “celebra” in tutto il mondo, per sviluppare alcune riflessioni su Amazon e sul rapporto che c’è tra l’evoluzione del mondo della logistica e dell’E-Commerce con l’aumento dell’inquinamento ed il peggioramento della situazione climatica globale che sta producendo enormi catastrofi in tutto il mondo.
Il Black Friday è sicuramente una grande opportunità per molti di acquistare una vasta gamma di prodotti ad un prezzo vantaggioso, con un semplice clic per far arrivare il prodotto direttamente a casa. In Italia nel primo evento del 2017 sono state attuate oltre 100 milioni di vendite promozionali. AMAZON sta mettendo in atto una aggressiva politica concorrenziale per conquistare i mercati ed accaparrarsi il monopolio dell’E-Commerce. L’AD di Amazon
Jeff Bezos è diventato l’uomo più ricco della storia degli Stati Uniti con più di $150 miliardi di ricchezza stimata e a livello borsistico, il titolo Amazon è in corsa con Apple, Facebook, Google per diventare la prima società nella storia a valere mille miliardi di dollari. E’ anche vero che AMAZON ha messo in moto un’opportunità di crescita per molte piccole e medie imprese che vendono direttamente sul sito, facendo anche crescere l’occupazione.
Ma cosa c’è dietro al mondo AMAZON in rapporto alle migliaia di persone che garantiscono lo stoccaggio e la distribuzione dei beni che vengono acquistati? Nel polo centrale di Piacenza, per chi lavora nel magazzino, i ritmi di lavoro sono ossessivi, il controllo su ogni singolo movimento è asfissiante, i rapporti di lavoro sono in buona misura a tempo determinato in quanto collegati agli eventi promozionali come i Black Friday. Per i drivers il lavoro è interamente appaltato a svariate aziende e qui nel magazzino di Vigonza, ci sono ben 4 aziende che distribuiscono le merci per un totale di circa 300 autisti. Solo una parte di questi autisti ha un contratto a tempo indeterminato e full time, mentre circa la metà ha un contratto a part time e a tempo determinato, con contratti che vengono rinnovati di mese in mese, e a volte anche di settimana in settimana. Una grande preoccupazione per Amazon è che i lavoratori si organizzino per rivendicare migliori condizioni di lavoro.
Oggi noi, come Adl Cobas e come realtà che si occupano di problematiche ambientali, siamo qui per indurre i lavoratori ad avere più coraggio, ad organizzarsi non solo per rivendicare più diritti, più salario, orari di lavoro più umani, ma anche per mettere nelle nostre piattaforme di lotta anche un altro elemento fondamentale che è quello della difesa dell’ambiente.

E’ sotto gli occhi di tutti quello che sta succedendo nell’intero pianeta a seguito dell’innalzamento delle temperature e dobbiamo essere noi ad obbligare le aziende ed i governi a mettere in atto misure in grado di contenere gli effetti catastrofici dell’azione umana sul clima. Siamo qui per dire che se una delle cause del cambiamento climatico in atto dipende dal consumo di fonti di energia altamente inquinanti (carbone e petrolio) bisogna allora cambiare rotta e sviluppare sempre di più fonti di energia pulita.
Per questo, visti gli enormi profitti ricavati dalla logistica e dall’E-Commerce bisogna costringere tutte le grandi aziende di logistica ad imprimere una netta svolta sia sulla alimentazione dei mezzi che trasportano le merci, puntando all’ibrido e al metano, sia incrementando la produzione di energia solare o da altre fonti non inquinanti.
Perché allora AMAZON, visti gli enormi profitti che ricava da questo nuovo modo di concepire la vendita delle merci non inizia con il convertire tutti i mezzi che ogni mattina si muovono dal gasolio al metano? Perché non vengono messi pannelli fotovoltaici sopra ad ogni magazzino per produrre energia pulita?
Basterebbero anche queste due piccole innovazioni per fornire un contributo al miglioramento del clima.
Ma è anche evidente che bisogna puntare sempre di più a legare le battaglie per migliori condizioni lavorative e per avere più salario e meno orario alla necessità improrogabile di fermare il peggioramento della situazione del clima ad opera di questo modello di sviluppo che sta riproducendo all’infinito catastrofi ambientali che ogni anno provocano milioni di morti e danni inestimabili.

L’ADL COBAS SI METTE E’ A DISPOSIZIONE DI TUTTE LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI PER COSTRUIRE UN PERCORSO DI LOTTA IN GRADO DI FAR FRONTE A QUESTE NECESSITA! ORGANIZZIAMOCI INSIEME!

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