Padova – Altavita Ira, la fretta è cattiva consigliera

Ancora una volta si vuole costringere alla firma di un piccolo riconoscimento economico la RSU e le Organizzazioni Sindacali, per evitare di fare chiarezza sul futuro della casa di riposo e sui veri problemi che da alcuni anni vedono l’ente al centro di mobilitazioni e contestazioni d aparte di sindacati e lavoratori.

Lo dice anche un vecchio proverbio che la fretta è una cattiva consigliera, ma nonostante questo in Altavita Ira c’è sempre la tendenza a fare le cose in fretta, a voler, soprattutto quando le decisioni riguardano la maggioranza dei dipendenti, decidere velocemente, senza dar tempo di riflettere, di ponderare la soluzione migliore.

Anche ultimamente la Direzione vuole sempre accelerare i tempi, vuole sempre velocizzare le decisioni, evitando magari di fornire tutti i dati necessari, al fine di poter avere per la RSU e le Organizzazioni Sindacali il quadro chiaro trasparente e tutte le implicazioni che le decisioni adottate comportano o comporteranno.

Per questa anche in quest’ultima riunione abbiamo chiesto ulteriori spiegazioni, ulteriori approfondimenti, per non ritrovarci tra pochi mesi con altre mobilità da soddisfare, con altri lavoratori da eliminare (soprattutto se scomodi), con altri servizi da esternalizzare, visto che arriviamo da un anno, il 2016, che ha visto l’Ente protagonista di molteplici giravolte o cambi di posizione, prima andava tutto bene poi un pochino meno poi ancora bisognava tagliare, infine bisogna mettere 21 lavoratori in mobilità, ed inoltre bisogna lasciare una porta aperta anche per i prossimi che potrebbero diventare inidonei ad andare ad infoltire le liste di mobilità.

Abbiamo quindi chiesto risposte precise o per meglio dire carte scritte che chiarissero la posizione dell’Ente in merito al come si distribuisce la produttività, a come si valutano i dipendenti, a come gli stessi possano fare ricorso in caso di giudizio non condiviso, ad avere almeno quest’anno chiarezza sugli obiettivi raggiunti, ad un uso del buono pasto aperto e non condizionato da circolari come quella uscita in aprile, a risposte certe alle richieste fatte dalla RSU come quelle che aspettavamo da tempo in merito ai carichi di lavoro degli infermieri, ed altro ancora.

Come al solito le risposte sono state vaghe:
Ci impegneremo
Valuteremo
Considereremo
Vedremo

A noi questo non basta, non è sufficiente, la firma della produttività è sicuramente importante, ma non è tale, visto che parliamo di importi relativamente bassi da mettere in discussione tutta una serie di diritti altrettanto importanti per i lavoratori, la firma su questo provvedimento crediamo vada messa solo con la certezza delle regole sulla distribuzione, con la trasparenza su tutte le scelte, e con la condivisione di tutti i lavoratori.

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