Comune – Quando arriverà il nuovo contratto?

Comune – Quando arriverà il nuovo contratto?

Passate le elezioni RSU, passata la festa dei lavoratori adesso speriamo passi anche il rinnovo del contratto nazionale degli Enti Locali, che ricordiamo è scaduto dal 2018.

Un contratto atteso da quattro anni, un contratto che dovrebbe ridare dignità ai lavoratori degli Enti Locali, che dovrebbe riconoscere quanto fatto durante la pandemia, che dovrebbe restituire potere d’acquisto a salari che ormai non garantiscono più di arrivare almeno a fine mese.

Purtroppo sembra che i vari componenti del tavolo nazionale siano ancora lontani dal chiudere la trattativa all’Aran così come sembra che le risorse economiche destinate al rinnovo contrattuale siano ancora la misera cifra stanziata precedentemente che garantisce ancora una cifre ridicole di aumento che certamente oggi non sono in grado di garantire un recupero rispetto all’inflazione ed all’aumento del costo della vita.

Con un inflazione che si aggira intorno al 7% e con aumenti delle bollette di gas e luce che portano i costi a circa il doppio rispetto allo corso anno oltre ad un aumento generalizzato del carrello della spesa, gli aumenti previsti che vanno da 60 euro lordi  circa per la categoria più bassa a 107 euro lordi per la categoria più alta non sono certamente in grado di coprire questa escaletion economica.

Se a tutto questo aggiungiamo anche i costi ulteriori che si determineranno  con la guerra in corso tra Russia ed Ucraina relativi ai prodotti alimentari ed ai vari beni di importazione, e con in più la decisione di aumentare le spese militari. risulta evidente che non possiamo accettare che le eventuali risorse necessarie a recuperare quanto perso in questi anni passino in secondo piano.

Già prima della guerra gli aumenti previsti per il contratto degli Enti Locali erano troppo bassi e non in grado di garantire un recupero effettivo del potere d’acquisto, oggi questi aumenti sono ovviamente insufficienti e non ripagano certo i lavoratori di quanto fatto e sofferto in questi due anni di pandemia.

Noi riteniamo che nemmeno i 200 euro previsti come misura una tantum al fine di contrastare il rincaro delle bollette possano effettivamente costituire un valido aiuto per lavoratori e pensionati in questa fase, riteniamo necessario ripensare l’importo finanziato per il rinnovo dei contratti nazionali, così come chiediamo che anche per quanto riguarda le risorse dei contratti decentrati si pensi di dare maggiori risorse e maggior autonomia agli Enti vista la mole di lavoro svolto fino ad oggi ed a quello che si prospetta con l’attuazione del PNRR.