Agenzia Entrate Veneto – Covid, contratto, fondo: alcune considerazioni di fine anno

Agenzia Entrate Veneto – Covid, contratto, fondo: alcune considerazioni di fine anno

Quest’anno la pandemia ha decisamente stravolto la situazione a livello generale e nella realtà lavorativa del pubblico impiego.

Covid e  controlli periodici

L’impatto della pandemia nel posto di lavoro ha visto una reazione da parte delle amministrazioni tutte incentrate nella mera logica di “essere a posto” con i DPCM e non di essere veramente incisivi, vogliamo, per essere capiti, citare il caso concreto di due lavoratori del front office della DP di Padova risultati positivi. Nelle misure attuate non c’è stata la chiusura nemmeno per un giorno della struttura lavorativa per effettuare una sanificazione radicale e non si stanno ancora attuando controlli periodici con il tampone dei dipendenti che si turnano in presenza e del personale che effettua le pulizie di quei locali (anche se tecnicamente inquadrati in un’altra ditta), come richiediamo da mesi.

Smartworking e indennità

Un’altra considerazione legata allo smart working: non solo si sta rivelando come una perdita secca di salario non avendo ottenuto nè i buoni pasto , né l’indennità mensile di 20 euro riconosciuta a chi è in telelavoro,  né un risarcimento per chi mette a disposizione dell’amministrazione strutture informatiche, energia elettrica e connessione, ma  viene spacciata come un privilegio dei dipendenti pubblici che così non vengono messi in cassa integrazione  come i privati.

Rinnovo CCNL

Come sindacato non possiamo accettare la logica di contrapporre tra loro categorie diverse di lavoratori quando invece il problema è quello di garantire un contratto di lavoro (scaduto già dal 2018 dopo che il precedente non era stato rinnovato per 9 anni) considerando che anche per quello 2018-2021 i soldi messi a bilancio porteranno ad aumenti sull’ordine dei 40 euro lordi per la maggioranza degli oltre  3milioni di dipendenti pubblici.

Fua

Anche gli integrativi saranno penalizzanti. Per il Fua 2018 si verificherà una contrazione del 50% ai dipendenti originari del ramo entrate e almeno del 60% ai dipendenti originari del ramo territorio. I fondi sono stati tutti riparametrati (hanno tolto in proporzione, alla produttività, al front office e al fondo di sede) a causa dei passaggi di fascia e al reiterato finanziamento dei poer e dei capo team che globalmente incidono per 32 milioni di euro.

Se consideriamo che nell’Agenzia delle Entrate siamo poco più di 30 mila, è facile calcolare che quest’ultimo finanziamento drena ai lavoratori 1000 euro lordi a testa.

Il quadro non cambierà nel 2019 e nel 2020; per effetto di questi numeri molti colleghi che non godono di altre indennità si vedranno accreditati nel mese di gennaio importi tra i 500 e gli 800 euro lordi (quando iniziò questo meccanismo di compenso si aggirava sui 5500 euro lordi a testa). Ora tra acconto e saldo sono meno della metà.

Il problema si ripresenterà anche per il 2021: infatti per i poer è già previsto il finanziamento e per i capi team (in scadenza il 31 dicembre) l’agenzia ha proposto ai sindacati confederali di destinare le stesse risorse.

E quali risultati dai sindacati confederali?

Ricordiamo che le trattative con i confederali sono iniziate a marzo con la promessa di trovare altrove le risorse ed usando una procedura di reclutamento trasparente, ma fino ad ora non è stato raggiunto nessun accordo e pertanto è prevedibile la solita pantomima con l’utilizzo delle stesse risorse con le stesse modalità, il tutto chiaramente dopo aver continuato sul gioco delle parti.

Con il numero sempre maggiore di pensionamenti, ci ritroviamo ad essere meno persone con obiettivi sempre alti e remunerazione che di fatto è di anno in anno più bassa! Ci sembra un paradosso!

Democrazia sul posto di lavoro 

Lo smart working coinvolgerà un numero consistente di lavoratori anche nel 2021 e una volta superata, si spera, la fase più emergenziale. Praticare diritti e democrazia in questa fase  è estremamente difficile perché non è possibile svolgere fisicamente assemblee nei posti di lavoro e questo  ci porta a ritenere fondamentale il  richiedere da parte delle rsu

l’utilizzo della piattaforma aziendale per svolgere assemblee di tutti i dipendenti.

E’ un obiettivo realistico già praticato al Centro Operativo di Marghera.

Crediamo che sviluppare con l’anno nuovo assemblee su piattaforma su tutti i posti di lavoro sia la premessa per creare  dal basso gli obiettivi e le modalità di lotta che possano incidere.

Solo insieme si può

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