La fretta è cattiva consigliera

Noi dopo aver partecipato alle assemblee, dopo gli incontri fatti con l’azienda, crediamo che si potessero raggiungere risultati migliori eper questo diciamo no ad un accordo che taglia diritti acquisiti, che modifica in peggio la qualità della vita dei lavoratori, e che non dà respiro al trasporto pubblico padovano per il futuro.

Di seguito il volantino:

LA FRETTA E’ CATTIVA CONSIGLIERA

Nella giornata del 17/11/2015 si sono svolte le prime assemblee indette dai sindacati firmatari l’ipotesi di accordo relativa all’armonizzazione a seguito della “fusione/incorporazione” tra APS e BUSITALIA, assemblee dove è stato illustrato un accordo che noi riteniamo piuttosto complesso, con alcuni punti oscuri e che abbisognavano di un maggiore approfondimento, e che quindi, non poteva essere messo ai voti nel giro di 48 ore.

La risposta a questa nostra richiesta, che riteniamo di assoluto buon senso, è stata ovviamente negativa e questo ci preoccupa non poco, sopratutto se si considera che questo nuovo accordo, difficilmente potrà essere applicato prima del prossimo anno e quindi non esistendo problemi di tipo temporale non capiamo se tutta questa fretta sia figlia di problemi o paure di altro genere.

In merito all’ipotesi di accordo che sarà oggetto del referendum la nostra posizione è la seguente:

  • PARTE ECONOMICA, il cosidetto zainetto era già garantito nella quasi totalità dagli accordi siglati con l’Amministrazione Comunale, vanno aggiunte alcune voci quali rimborso rinnovo patente, indennità ventesimo anno e poco altro.
  • INIDONEI anche qui esistono accordi con l’Amministrazione Comunale volti a garantire che nessuno rimanga senza lavoro, ma possiamo dire che alcune specifiche riportate migliorano l’esistente.
  • OFFICINA esprimiamo serie perplessità sul fatto che i nostri colleghi dell’officina abbiano veramente la possibilità di dimostrare che sono più competitivi di quelli esterni visto che non vi è una reale riorganizzazione ed una concreta assunzione di responsabilità.
  • MANOVRATORI rimangono in essere con turni di lavoro con tre addetti ad ogni turno ma comunque a disposizione nel caso di necessità per tornare in linea.
  • CRAL per il 2015 oltre ai locali di cui bisogna definire le modalità di concessione si concorda un importo forfettario di 10.000 euro, con un evidente riduzione di quanto percepito fino ad oggi di circa 40.000 euro e per il 2016 solo i locali.
  • ASSOCIAZIONE NUOVO AIUTO rimane in essere per i lavoratori attualmente iscritti e quindi è destinata a cessare mano a mano che passano gli anni.
  • PERSONALE DISPONIBILE un valore indicativo del 5% rispetto ai turni assegnati senza nessuna certezza.
  • FERIE come già previsto nel contratto collettivo aziendale di Busitalia.
  • CAMBIO DI RESIDENZA già previsto nell’accordo societario tra Comune di Padova, Aps Holding e Busitalia del 12/12/2014 che prevede uno stop ai trasferimenti per sei anni trascorsi i quali l’azienda avrà la possibilità di gestire i lavoratori a proprio piacimento.
  • TEMPI ACCESSORI notevolmente ridimensionati rispetto agli attuali come richiamato e già previsto nel contratto collettivo aziendale di Busitalia Veneto.
  • BIGLIETTERIA nessuna certezza di futuro.
  • CAMBI TURNO anche qui abbiamo delle carenze, infatti si rimanda tutto a quanto previsto dall’art.35 del contratto collettivo aziendale di Busitalia e quindi i cambi sono possibili ma subordinati all’avallo della struttura di movimento senza una verifica e quindi molto ridimensionati per svariate motivazioni.
  • EX LAVORATORI LINEA COLLI a nostro parere sono quelli più penalizzati, infatti non hanno più una loro turnazione, non hanno più i loro riposi, ma solo un impegno a minimizzare per loro i turni con più riprese.
  • RIPOSI ne spettano 66 ma costituiti da 7,5 giornate da recuperare con l’aumento effettivo del tempo di guida, più 4 giorni di ex festività, più 2,5 giorni derivanti dalle ferie per coincidenza, tutte cose che i lavoratori avevano già.
  • TURNI nel baillame di questi continui cambi di turni, linee e percorsi i nostri colleghi seduti al tavolo ritengono soddisfacente aver portato a casa un 30% di spezzati ed un altro 70% di turni continuati con uno scostamento massimo di un ora sul lavoro effettivo medio che significa un turno di lavoro che può variare tra le h.5,40 e le h.7,40 senza contare che la rotazione degli stessi è ancora tutta da definire.

Noi crediamo che questo accordo sia, perlomeno, poco garantista per i lavoratori, in primis perché gli spezzati non si sa come saranno distribuiti e come saranno articolati, se con due o più riprese, un’ implementazione oraria rispetto all’attuale che ci porta ad avere nastri orari fino a h.10,5 senza sapere il numero esatto di quanti effettivamente lavorati, e per ultimo, viste le continue modifiche apportate alla turnazione che il numero degli stessi siano garantiti per un tempo di almeno tre anni

Alla luce di tutto questo, noi crediamo che sia possibile migliorare e pretendere qualcosa di più soprattutto relativamente ai riposi, ai cambi turno, ai turni soprattutto per non rinunciare a conquiste fatte negli anni con lotte e sacrifici.

Noi crediamo

  • sia possibile ridurre ancora gli spezzati a fronte di un orario certo e di linee definite,
  • sia possibile come avevamo già detto ridurre il nastro orario, sia possibile arrivare ai 66 riposi anche con altre forme senza usare già cose che sono nostre,
  • sia possibile intervenire sui cambi turno, pur rispettando la legge, con maggior flessibilità, magari con un rapporto diretto tra capi turno ed interessati e verifica degli orari effettuati realmente nell’arco delle 17 settimane,
  • sia possibile garantire per i lavoratori più anziani (ex colli) non solo l’impegno da parte aziendale, ma scelte più chiare che garantiscano questi lavoratori,
  • sia necessario parlare anche in questa ipotesi di accordo di premio di risultato visto che quattro mesi sono stati lavorati sotto APS.

Per tutti questi motivi noi diciamo che questa ipotesi va ridiscussa, per tutti questi motivi invitiamo i lavoratori a dire con il loro no che dopo dieci anni senza contratto non hanno voglia di perdere ancora diritti e dignità, per tutti questi motivi diciamo che

NO

vuol dire pretendere che il TPL padovano possa avere un futuro migliore e diverso da chi vuole solo tagliare km, e realizzare profitto penalizzando i lavoratori e l’utenza.

FAI LA COSA GIUSTA PASSA DALLA TUA PARTE

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