Vertenza ALI’ spa: le motivazioni dello sciopero

Apprendiamo dai quotidiani locali che Alì ha inviato un comunicato affermando che è stato raggiunto un accordo sull’internalizzazione del personale del magazzino di via Olanda a Padova, attualmente dipendente di una società fornitrice, la The Log srl.

In merito a questo, come ADL Cobas, ci teniamo a fare alcune precisioni.
Innanzitutto come Organizzazione Sindacale siamo la realtà maggiormente rappresentativa all’interno di quel magazzino con circa 130 iscritti su circa 150 lavoratori.
Le battaglie che abbiamo fin da subito portato avanti, come in molti altri magazzini, sono sempre state rivolte ad ottenere il riconoscimento dell’essere dipendenti diretti di Alì spa, perché, nonostante i numerosi cambi d’appalto che si son succeduti negli anni, il lavoro è sempre stato finalizzato agli interessi dell’Azienda.
All’interno dei magazzini di ALì c’erano più cooperative in appalto che applicavano contratti fasulli, sottopagavano i lavoratori ed evadevano contributi e fisco, sfruttando la manodopera con orari devastanti e pressante richiesta di produttività.
Il primo passaggio che siamo riusciti ad ottenere, grazie alle vertenze messe in atto, è stato quello di riportare la legalità all’interno di quel luogo, denunciando le innumerevoli nefandezze che avvenivano con tacito consenso della Committenza e delle altre sigle sindacali, già presenti e compiacenti. Successivamente, sempre attraverso scioperi ed altre forme di lotta , siamo riusciti ad ottenere che l’appalto fosse affidato ad una unica società e che non fosse affidato mai più a Cooperative fasulle, che nulla avevano a che vedere con la cooperazione, ma erano imprese vere e proprie mascherate al solo fine di poter godere di agevolazioni e poter truffare fisco e lavoratori.
Nel 2017 quando Alì decise di aprire il nuovo magazzino di via Svezia, internalizzando i lavoratori e trasferendoli da quello di via Olanda e quello di corso Spagna, la battaglia fu da subito mirata a far riconoscere tutti i diritti acquisiti dalle maestranze durante gli anni; Alì si rifiutò di accettare tali richieste ed assunse tutti quelli che non parteciparono alla lotta con condizioni peggiorative, cancellando le anzianità e i livelli. Ma la maggioranza dei lavoratori, che capì quali erano le vere intenzioni, si rifiutò di chinarsi a quelle condizioni costringendo Alì a mantenere aperto il magazzino di via Olanda e riuscendo inoltre ad ottenere ulteriori condizioni di miglior favore rispetto a quanto previsto dal CCNL.

Fatte queste premesse dovute, per poter ricostruire la storia del magazzino, arriviamo ai giorni nostri.

Alì spa, dopo essersi resa conto che dal punto di vista economico, grazie alle conquiste ottenute dei magazzinieri, non era più conveniente continuare a tenere i lavoratori in appalto, viene a proporci di internalizzare tutte le maestranze a partire da Aprile 2020. Ovviamente l’Azienda si rende conto che deve fare i conti con il sindacato maggiormente rappresentativo, che vanta quasi la totalità degli iscritti, per poter effettuare questa operazione.
Da subito abbiamo accolto con favore questa iniziativa perché l’internalizzazione e la cancellazione del sistema truffaldino degli appalti sono sempre stati i nostri cavalli di battaglia in tutti i magazzini.
Peccato però, che nonostante abbiano accettato quasi tutte le nostre rivendicazioni, in particolare la garanzia di assunzione di tutto il personale con il riconoscimento delle anzianità e della retribuzione, nell’accordo che hanno cercato di imporre alle RSA, han ben pensato di inserire alcuni punti inaccettabili dove asseriscono che non riconosceranno le RSA e nemmeno le deleghe sindacali, tentando così di cancellare dieci anni di lotte e un sindacato considerato scomodo come ADL COBAS e tentando di cancellare il diritto di ogni lavoratore di farsi rappresentare da chi ritiene che difenda maggiormente i propri interessi.
Oltre a questo l’Azienda ha aggiunto alcuni punti nei quali, oltre ad aumentare le giornate lavorative, rivendica il proprio diritto unilaterale a poter modificare a piacimento orari, turni, mansioni e luogo di lavoro attraverso trasferimenti in altre unità operative, così da poter ricattare i lavoratori e piegarli alle proprie volontà.
Come sindacato ADL Cobas, come RSA e i tutti i lavoratori iscritti a questa O.S., abbiamo subito respinto questo accordo e la modalità di come è stato imposto, senza alcuna possibilità di trattativa.
Soprattutto abbiamo trovato inaccettabile il fatto che tutto ciò, con le forme che abbiamo descritto, avvenga in piena emergenza per la Pandemia da Covid-19, quando già i lavoratori vivono il momento di crisi sanitaria con forte preoccupazione, sia per le loro famiglie e sia perchè non ritengono di lavorare in sicurezza dato che non son stati dotati di protezioni individuali sufficienti (per es. gli è stata data una sola mascherina a testa in due settimane), pertanto, come prima cosa, abbiamo chiesto un rinvio di almeno un mese, per poter avere il tempo di affrontare le questioni e i dubbi con più calma. Alì spa, in maniera del tutto scellerata, ha negato anche questa eventualità, dimostrando così di voler sfruttare il Coronavirus a proprio vantaggio e utilizzandolo come ricatto.
Non contenta, l’Azienda si è anche permessa perfino di arrivare ad andare a chiedere ai lavoratori una produttività maggiore, ore di straordinario e a chiedere di lavorare sette giorni su sette, col ricatto di non passare alle dipendenze dirette in caso di rifiuto.

I lavoratori, arrabbiati per questa mancanza di riconoscenza per le prestazioni svolte in questi anni, hanno così deciso di proclamare lo Stato di Agitazione a partire da domenica 22 marzo con l’astensione dal lavoro di tutti i turni e tutti i reparti.

E’ inaccettabile che un’azienda come Alì, che si vanta pubblicamente di essere generosa e attenta con il prossimo, di fatto non si faccia carico e ignori le richieste dei lavoratori , che negli anni e soprattutto in questo difficile periodo per il Paese hanno garantito il servizio, spaccandosi la schiena, e invece pensi solamente agli utili e al profitto aziendale.

I lavoratori sono determinati nel continuare la lotta, con forme che varieranno a seconda dell’evolversi della situazione, e la interromperanno solo quando prevarranno buon senso e avvedutezza da parte di Ali’ spa.

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