Monselice (PD) – Comunicato delle lavoratrici licenziate dalla coop Libera

In data odierna si è riunita l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori licenziati dalla cooperativa Libera che operavano presso l’impianto Nek di Monselice per discutere di quanto uscito in termini di proposte dall’incontro tenutosi in Prefettura in data 4 gennaio, in merito ad ipotesi di superamento della situazione venutasi a creare a seguito dei licenziamenti.
Il documento uscito dalla Prefettura è stato, come è giusto e normale che sia, discusso dall’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori per verificare se i contenuti del verbale corrispondano a quanto rivendicato e voluto dai lavoratori.
Con il presente comunicato intendiamo informare tutte le parti in causa e gli organi di stampa delle decisioni prese dall’assemblea:
• Il verbale di riunione siglato in Prefettura, pur riconoscendo un generico intento di voler risolvere la drammatica situazione venutasi a creare per 26 lavoratrici e lavoratori licenziati , in realtà non dà una risposta alla richiesta non negoziabile di riassunzione di tutte/i le/i lavoratrici/trici, uscita, fin dal primo momento , dalle assemblee.
• In effetti, la parte del documento nel quale si dice di “avviare un percorso di possibile soluzione della vertenza attraverso la rioccupazione del maggior numero possibile di lavoratori impiegati alla data del 1/12/2015 presso lo stabilimento Nek di Monselice ….” non fornisce alcuna garanzia per l’assunzione di tutti i licenziati.
• Quello che viene ribadito dall’assemblea è che, avendo Libera compiuto una operazione di rappresaglia antisindacale di una gravità assoluta, non è possibile accettare che vengano poste condizioni alla cancellazione dei licenziamenti e alla riassunzione di tutte/i, come precondizione per riprendere a discutere su tutte le altre questioni.
• Ci viene detto da più parti che la lotta delle lavoratrici di Monselice comprometterebbe il posto di lavoro di altri 160 lavoratori di Libera. E’ evidente che tale affermazione, fatta anche da sigle sindacali che sostengono , a parole, di essere contro le cooperative, è priva di ogni fondamento in quanto questi lavoratori dovrebbero, non vedere le lavoratrici licenziate come la loro controparte, ma la cooperativa stessa . Se una cooperativa risulta insolvente: esistono i cambi di appalto. Invitiamo pertanto tutti questi lavoratori a solidarizzare con la nostra lotta perché è anche la loro lotta, perché è contro le ingiustizie e contro una legalità che legittima le ingiustizie. Inoltre certe dichiarazioni uscite sui giornali, a nome di qualche sindacalista complice della cooperativa, fanno ben capire che ciò che prevede il verbale di riunione in Prefettura escluderà a priori la stragrande maggioranza delle lavoratrici licenziate.
• L’assemblea è consapevole del fatto che le minacce sentite in Prefettura di far intervenire le forze dell’ordine per sgomberare il presidio potrebbero essere messe in atto anche in tempi brevi, ma chi ha intrapreso questa lotta è anche consapevole che per ottenere giustizia, a volte, bisogna anche mettere in atto forme di lotta non riconosciute come legittime dalle leggi. Si saprà affrontare con la giusta determinazione anche ogni qualsiasi decisione da parte della pubblica autorità sull’uso o meno della forza pubblica
• Nel rilevare che Libera, pur retribuendo i propri soci con ben tre mesi di ritardo rispetto al mese lavorato, non ha fatto pervenire ancora alle lavoratrici licenziate, diversamente da quanto accaduto per gli altri soci, lo stipendio di ottobre, ribadiamo quanto detto da sempre: siamo disponibili a reincontrarci in tempi molto stretti, in Prefettura, in provincia o in qualsiasi altra sede per far ripartire l’impianto ponendo come precondizione quella di annullare tutti i licenziamenti, nelle varie forme che la legge consente.
• Facciamo appello a tutti coloro che in queste settimane hanno solidarizzato con la lotta (e sono stati tanti, tra cui , sindaci, amministratori, parlamentari,delegati RSU, realtà associative del territorio e singoli cittadini) di continuare a sostenere questa mobilitazione in un momento come questo che si presenta ancora più difficile.
SOSTENERE LA LOTTA DELLE LAVORATRICI NEK SIGNIFICA DARE UN CONTRIBUTO IMPORTANTE CONTRO LE FORME PIU’ ODIOSE DI SFRUTTAMENTO
MONSELICE 5 GENNAIO 2016
L’ASSEMBLEA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI LICENZIATI DA LIBERA/NEK

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •