Quest’anno la giornata internazionale per i diritti delle donne anche Padova è stata caratterizzata da uno sciopero che ha visto una folta presenza di lavoratrici impiegate in servizi in appalto del Comune, dell’Università e delle Poste Italiane.
Lavoratrici che chiedono il riconoscimento del loro ruolo, che chiedono salari dignitosi e non salari da fame che nemmeno si avvicinano a 9 euro lori l’ora, lavoratrici che pretendono di poter lavorare dignitosamente proprio a fronte dell’importanza del lavoro che svolgono sia garantendo l’agibilità di aule, uffici pubblici e postali, sia garantendo un lavoro di cura di studenti e studentesse fragili o con disabilità nelle scuole: un lavoro sempre più importante e necessario.
Uno sciopero che all’interno della manifestazione per la giornata internazionale per i diritti delle donne ha portato le voci di chi nel mondo femminile è ulteriormente sfruttato con contratti da fame e con orari impossibili.
Uno sciopero che ci ha permesso di arrivare ad un importante incontro con l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Padova, Margherita Colonnello, dove con alcune delegate dei servizi scolastici, delle OSS, e degli uffici del turismo abbiamo rappresentato le problematiche e le difficoltà derivanti da condizioni d’impiego frutto degli appalti oggi in essere.
Come ADL COBAS abbiamo quindi chiesto l’adozione, in vista dei prossimi appalti, di una delibera che obblighi una volta per tutte il Comune di Padova a pretendere l’applicazione di un salario minimo orario nelle gare d’appalto, una maggior attenzione e controllo sullo svolgimento degli stessi, ottenendo l’impegno a formulare le prossime gare con questi approccio.
Inoltre, abbiamo ottenuta un’apertura rispetto alla nostra richiesta che anche alle OSS impiegate nelle scuole sia garantito il pasto. Ci sembra ingiusto che queste lavoratrici, che oltre ad essere impegnate per tutta la giornata scolastica debbono anche aiutare i loro assistiti al momento del pasto, gli sia negato tale benefit, che oltre ad essere in elemento retributivo significativo, è anche un momento educativo importante.
Alla fine di questa giornata di lotta l’unico Ente rimasto silente è l’Università di Padova che nonostante abbia al suo servizio lavoratrici delle pulizie con contratti da 7,7 euro lordi all’ora non sembra avere l’intenzione di andare verso un salario minimo.
Per quanto riguarda le Poste Italiane, grazie alla mobilitazione delle lavoratrici siamo riusciti ad aprire finalmente un tavolo di confronto con l’azienda in appalto Miorelli Service. Dovrà ora tradursi in risposte concrete alle condizioni di lavoro pesanti e difficili che le lavoratrici denunciano da tempo. La nostra attenzione resterà alta finché non arriveranno soluzioni reali.
La lotta per un salario dignitoso e un lavoro rispettato continua
Né polvere, né povere!



