Calmasino (Vr) – Sciopero alla “Enoitalia”

Bardolino è una località veronese conosciuta per il rinomato vino rosso prodotto nella zona sud orientale del Lago di Garda. A Calmasino, frazione del comune gardesano, c’è lo stabilimento di imbottigliamento dell’azienza vinicola “Enoitalia” con un fatturato nel 2015 di 136 milioni di euro. L’80% dei 85 milioni di bottiglie prodotte in un anno è destinato all’esportazione in Canada, Stati Uniti, Uk e Cina, ma qui viene anche imbottigliato il vino che poi troviamo negli scaffali dei discount e dei supermercati delle nostre città, in alcuni casi in vendita anche a 75 centesimi al litro.
Ma cosa c’è dietro a un vino venduto a un prezzo così basso?
A leggere sul sito dell’azienda vinicola fra le prime dieci in Italia per fatturato, “la qualità intesa come ambiziosi progetti di ricerca”, “la sostenibilità come elemento trasversale alla propria politica”, “rispetto dell’ambiente salvaguardando la salute e la sicurezza del personale”.
A sentire i lavoratori e le lavoratrici della “Cooperativa La Bersagliera” sostenuti da Adl Cobas, oggi in sciopero fuori dai cancelli di Enoitalia la realtà è un po’ diversa ed è ormai la solita storia fatta di sfruttamento grazie al meccanismo dell’appalto abbinato alla truffa del Jobs Act.
E’ una storia di persone che lavorano 8 ore senza pausa, ma hanno un contratto part time. E’ la storia di lavoratori inquadrati con il contratto collettivo della Logistica Trasporti, ma lavorano anche nel processo produttivo di imbottigliamento e soprattutto chiedono la piena applicazione del Ccnl. E’ la storia di soci lavoratori, che nonostante siano sottopagati, vengono spesso lasciati a casa per chiamare a lavorare persone pagate con voucher o con contratti interinali di pochi giorni.
Questo elemento è la dimostrazione lampante di come i voucher siano uno strumento non per creare nuova occupazione, ma per poter utilizzare manodopera sempre più ricattabile e senza diritti. Dopo la truffa dei cambi d’appalto per creare finte neoassunzioni, l’abuso dei voucher è l’altro asse centrale del Jobs Act a danno dei lavoratori.
E’ per queste ragioni e per l’apertura di un ragionamento sulle differenze retributive degli anni scorsi, che i lavoratori e lavoratrici della Coop. La Bersagliera, provenienti anche da altri magazzini, hanno scioperato. La mobilitazione è stata efficace, perché ha portato al fermo delle linee produttive nella giornata odierna, ma finirà solamente quando si troverà una soluzione rispettosa dei diritti e della dignità di queste persone.

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