Speravamo che questo contratto fosse in grado di ridare dignità e potere d’acquisto a
salari che non rispecchiano certamente il valore del lavoro svolto e le responsabilità che
comporta, invece ci ritroviamo ancora una volta con un contratto che distribuisce le
briciole.
A fronte di una inflazione che ha toccato la punta del 17% oggi parliamo di aumenti:
– di 5 euro al parametro 175, e di altri 5 euro nel 2027, per indennità art. 72.1
– per il buono pasto viene elargito 1 euro da aprile 2026 e un altro euro nel 2027
– per art.72.2 quadri compresi aumento di 6 euro per due anni e poi altri 5 euro
– un euro in più all’art,74.1
– art,74.2 si passa da 2.30 a 4 euro
– welfare aziendale con aumento di 90 euro arriva a 200
Questa la sintesi dell’accordo e le cifre raggiunte a Roma, accordo e cifre che qualcuno
dei sindacati firmatari ritiene essere un risultato concreto, noi diciamo che i lavoratori si
aspettavano ben altro, che questi aumenti non risolvono la criticità economica
rappresentata dagli stipendi degli autoferrotranvieri.
Non ci sembra che con l’aumento del buono pasto di ben un euro per il 2026 sia credibile
parlare di recupero del potere d’acquisto.
Così come non crediamo che un aumento di 5 euro al parametro 175 si possa ritenere una
risposta decente per chi ha un parametro più basso e però lavora già in azienda da
almeno due anni o più.
Non entriamo nemmeno negli aumenti per i parametri più alti e per i quadri, diciamo solo
che un welfare a 200 nel 2027 rimane comunque un valore tra i più bassi nelle varie
aziende del TPL (lasciando ovviamente da parte ACTV).
Inoltre ancora una volta non si è parlato di riconoscere l’indennità mezzi lunghi per chi
guida gli autosnodati, come se guidare un autobus normale da 12 metri equivalga a
guidare un autosnodato da 18 metri, come sempre si mantengono delle differenze che
penalizzano i lavoratori sopratutto quelli con poca anzianità, tutto questo mentre vi è
anche un anticipo del fondo nazionale trasporti erogato dalla regione per Padova
15.712.362 euro cosa che in questo caso non consente all’azienda di dire come al solito di
essere in attesa di riscontro economico dalla regione.
Inoltre la parte normativa si dovrebbe concludere entro la fine dell’anno e non ci
sembra nemmeno questa una scelta che va nella direzioni di voler migliorare le
condizioni normative dei lavoratori.
CON QUESTI AUMENTI NON SI RIDA’ DIGNITA’ AGLI AUTOFERROTRANVIERI
Rinnovo del contratto aziendale Busitalia: conquista o ennesima carità?



