Busitalia Veneto: ancora una volta … siamo in ritardo

Busitalia Veneto: ancora una volta … siamo in ritardo

Ci sono arrivati ora, solo ora con il dilagare della pandemia hanno capito che per il trasporto pubblico locale bisogna adottare misure diverse da quel assurdo 80 % di riempimento previsto con i Decreti precedenti.

Lo hanno capito, o per meglio dire, hanno fatto finta di non sapere che i mezzi di trasporto riempiti all’80% sono un importante e pericoloso veicolo di diffusione del virus, hanno quindi deciso che la capienza vada ridotta al 50 % abbracciando così quanto noi andiamo chiedendo da tempo.

Noi da sempre diciamo che i mezzi di trasporto pubblici se riempiti fino all’80%, cosa per altro difficile da controllare e definire, non garantivano la sicurezza e la salute di utenti e lavoratori, noi da sempre diciamo che bisogna mettere in campo un numero maggiore di mezzi negli orari di punta, da sempre diciamo che bisogna ricorrere ai mezzi dei privati per implementare le flotte delle aziende che operano nel trasporto pubblico.

Parole e richieste che sono sempre state ignorate dalla Regione in quanto Ente che regolamenta il trasporto pubblico regionale sia in termini economici che normativi, dall’ente di bacino (composto da provincia e Comune) che non si è mai fatto sentire in merito alla necessità di implementare i mezzi nelle ore di punta in modo consistente, e nemmeno da Busitalia che come sempre ha guardato più al bilancio economico piuttosto che alla salute ed alla sicurezza degli utenti e dei lavoratori.

Oggi quindi, dopo che il danno è stato fatto perche per due mesi abbiamo girato con mezzi strapieni nelle ore di punta si abbraccia quella soluzione da noi indicata e che era quella più chiara e semplice da adottare, purtroppo però lo si fa come sempre in forte ritardo e con una situazione di contagio altissima che potrebbe portare anche ad un nuovo lockdown.

Noi ovviamente speriamo che non si arrivi ad una chiusura totale, ma diciamo già che non vogliamo che ancora una volta siano i lavoratori a pagare per errori commessi da altri, quindi non siamo disponibili ad accettare ancora una volta cassa integrazione o altre soluzioni che penalizzino e riducano ulteriormente il salario di chi ha lavorato in condizioni critiche fino ad oggi, pretendiamo inoltre che vengano reinserite le catenelle per separare il conducente dall’utenza, la sicurezza non vale solo per gli impiegati ma per tutti.

Le responsabilità di questa situazione sono chiare a partire dall’inefficienza della Regione e del suo Governatore che ha pensato più alla campagna politica per la rielezione, piuttosto che ad un piano ed una programmazione futura sul trasporto al rientro dalle vacanze estive.

Non si è investito nulla sul trasporto, si è aspettato che la situazione diventasse ingestibile prima di pensare a soluzioni diverse a quella che garantiva l’economicità del servizio, cosa che invece in alcune Regioni (Marche, Piemonte) non hanno fatto portando la capienza dei mezzi al 50% , così come anche Vicenza e Venezia che hanno messo in campo ulteriori mezzi nelle ore di punta.

Ora siamo in ritardo ma non vogliamo essere noi a pagare questo ritardo più mezzi subito più sicurezza subito

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