ADL COBAS condanna e denuncia fermamente l’aggressione imperialista e colonialista perpetrata da Donald Trump contro il Venezuela, un’aperta ingerenza che viola i principi fondamentali del diritto internazionale, la sovranità dei popoli e le norme basilari della diplomazia internazionale.
L’attuale aggressione fa parte di una strategia di intervento prolungata. Prosegue il regime di sanzioni economiche che gli Stati Uniti impongono al Venezuela da anni, con l’obiettivo di strangolare un’economia già gravemente colpita. Queste sanzioni hanno contribuito direttamente all’aggravarsi della crisi sociale ed economica, colpendo principalmente i settori più vulnerabili e non le élite politiche ed economiche.
Le vere intenzioni dell’amministrazione Trump sono state espresse senza alcuna vergogna: il controllo delle risorse naturali del Venezuela, in particolare del petrolio, dato che questo Paese possiede le maggiori riserve petrolifere accertate del pianeta. Non si tratta di democrazia o di diritti umani, ma della Dottrina Monroe, la persistente visione statunitense dell’America Latina come del suo “cortile di casa”, dove può intervenire, minacciare e impossessarsi delle risorse a suo piacimento, violando i principi di sovranità e autodeterminazione dei popoli.
Siamo affianco dei sindacati e movimenti di sociali in Venezuela e nel mondo, alcuni di loro compagni e compagne della Rete Sindacale Internazionale di Solidarieta e di Lotta, che denunciano il governo autoritario di Nicolás Maduro, responsabile di politiche neoliberiste che hanno contribuito al prolungato impoverimento della popolazione, nonché la repressione e la criminalizzazione delle proteste sociali, sindacali e popolari, ma la soluzione alla crisi venezuelana non può e non deve essere imposta dall’esterno, né attraverso sanzioni, ricatti, bombardamenti o interventi militari aperti o segreti.


Denunciamo le politiche razziste e anti-immigrazione di Donald Trump, che hanno portato all’espulsione, alla detenzione e all’incarcerazione di centinaia di migranti venezuelani, molti dei quali sono stati criminalizzati solo per il loro aspetto o per aver avuto un tatuaggio, senza alcun rispetto per il giusto processo, le garanzie legali o i più elementari diritti umani.
Sotto l’amministrazione Trump, negli ultimi mesi, le forze armate statunitensi hanno assassinato impunemente più di cento persone accusate di presunto traffico di droga, senza prove e senza un giusto processo, consolidando pratiche di violenza extragiudiziale che violano apertamente il diritto internazionale.
Questo attacco costituisce un precedente estremamente pericoloso per tutta l’America Latina e il mondo, perché normalizza l’idea che accordi internazionali, principi giuridici e meccanismi diplomatici possano essere calpestati, imponendo il potere sul diritto internazionale e il saccheggio sull’autodeterminazione dei popoli.
Tutto questo si inserisce in un contesto internazionale nel quale le logiche coloniali e imperiali si stanno imponendo in varie parti del mondo con l’uso della forza per ridefinire confini e sfere di influenza, con particolare riferimento al genocidio in atto in Palestina, al conflitto in Ucraina e a tutte le guerre in essere sempre finalizzate a sacrificare la vita di milioni di persone agli interessi economici. La conferma di una tendenza sempre più diffusa a risolvere i problemi attraverso l’uso della forza viene anche dalla frenetica corsa al riarmo che sta interessando in maniera particolare anche l’Europa.
L’ADL COBAS esprime la sua solidarietà ai lavoratori e lavoratrici venezuelani, le cui condizioni di vita sono peggiorate drasticamente a causa sia delle politiche interne regressive che del blocco, delle sanzioni e dell’aggressione esterna degli Stati Uniti.
Come in ogni scenario di guerra, stiamo già assistendo a come le élite economiche stiano ricominciando a speculare su cibo, medicine e beni di prima necessità, a spese dei lavoratori che ne subiscono le conseguenze sotto forma di inflazione, carenze e maggiore impoverimento. Ancora una volta, i potenti si dividono le risorse e la crisi ricade sulle spalle dei popoli.
Per tutte queste ragioni, ci uniamo ai movimenti di tutto il mondo che denunciano attivamente questa aggressione e crediamo sia necessario costruire una solidarietà concreta, organizzata e duratura con il popolo venezuelano, con i lavoratori, di fronte ai tempi difficili che ci attendono.
L’autodeterminazione dei popoli è un principio inalienabile.
Difendere la sovranità venezuelana significa difendere il diritto di tutti i popoli a decidere del proprio destino.



