Cesena – Rinviato sfratto ex lavoratore Artoni

Questa mattina abbiamo bloccato e rinviato al 22 giugno lo sfratto (al primo accesso) della famiglia di Nabi ex lavoratore Artoni di Pievesestina dove per tre anni si è sviluppato un ciclo di lotte degne che ha rappresentato un’avanguardia rispetto alla situazione di crisi e fallimento dell’Artoni Trasporti che sta interessando ora circa duemila dipendenti in tutta Italia.

Nabi ed altri lavoratori licenziati da Artoni per aver rivendicato diritti e salute nel loro luogo di lavoro, pagano ancora gli effetti della rappresaglia antisindacale contro queste lotte e rivendicazioni, attraverso una serie di ostacoli e difficoltà economiche.

Chiediamo al Comune di Cesena, al Sindaco Lucchi, di provvedere immediatamente a dare risposte al disagio abitativo degli ex lavoratori Artoni che, durante gli scioperi e dopo gli accertamenti degli istituti preposti (come la Medicina del lavoro Ausl Romagna/Cesena) – che avevano evidenziato una grave situazione di nocività dovuta alla mancanza di ausili necessari per la movimentazione di alcune merci – non hanno mai incontrato un sostegno reale da parte dell’amministrazione comunale.

Qualche anno fa dicevamo “noi la crisi non la paghiamo” purtroppo la crisi la stiamo pagando e per questo ci organizziamo anche attraverso pratiche democratiche come i blocchi degli sfratti, unico strumento di mediazione in queste situazioni di vuoto e assenza istituzionale.

Ma oggi sopratutto i nostri cuori e le nostre rivendicazioni non possono che ricordare Angelica, Francesca, Elisabeth di 20, 8, 4 anni arse vive nel furgone dove vivevano con le loro famiglie dopo un attentato incendiario.
Fascista, razzista o altro che sia il motivo di questo efferato gesto, dobbiamo denunciare come nel nostro paese migliaia di persone e soprattutto bambini e bambine vivono situazioni di forte disagio abitativo e marginalità. Esclusi e discriminati al pari del loro genitori.

Non dobbiamo dimenticare che nella notte fra il 9 e 10 maggio una ragazza e le sue sorelline sono morte bruciate vive nel camper dove vivevano.
Il diritto all’abitare, ad una casa è un diritto inalienabile di ogni persona, di ogni essere umano.

Per questo dobbiamo continuare a costruire città solidali capaci di imporre alle amministrazioni comunali risposte degne a chi è sotto sfratto o senza casa.
#UnaCasaPerTutti #NoSfratti

Sportello per il Diritto all’Abitare ADL Cobas Emilia Romagna

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