Covid e città metropolitana di Venezia: come non proteggere i propri operatori

Oggetto: verifica idoneità DPI assegnati agli agenti della Polizia Metropolitana di Venezia

In data 1 aprile 2020, alcuni agenti della Polizia Metropolitana di Venezia, in qualità di preposti alla sicurezza, dopo richieste orali a cui non si è avuta risposta, chiedevano formalmente al dirigente alla sicurezza se le mascherine distribuite agli agenti per il controllo sulla restrizione degli spostamenti dovuti al Covid-19 fossero o meno idonee e si considerassero DPI.
Il giorno seguente, il dirigente alla sicurezza E. Sgorlon, titolare peraltro di posizione organizzativa nel settore Polizia Metropolitana con sede in via Catene 95 Marghera-Venezia, asseriva che l’Rspp e il medico del lavoro avevano ritenute idonee le mascherine. Pur continuando a svolgere il servizio, gli agenti chiedevano di prendere visione del parere dell’Rspp e del medico, visionando la scheda tecnica della mascherina. Sia il dirigente alla sicurezza sia il datore di lavoro rifiutavano.
Alla luce del DPCM del 18/03/2020, che pur abbassando i livelli di guardia, prescrive a chi è costretto a lavorare senza poter rispettare le distanze un semplice facciale chirurgico filtrante (EM14683), si chiede al servizio Spisal se le mascherine in dotazione agli agenti, e che si allegano alla presente, rispettino la normativa e siano da considerarsi dei DPI.
Si chiede inoltre di verificare l’idoneità in dotazione di tutti i DPI assegnati agli agenti visto che altre Polizie Locali, vedi quella di Padova hanno in dotazione mascherine del tipo ffp2-ffp3.
Distinti saluti, per ADL COBAS Celestino Giacon

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