Salario accessorio e democrazia sindacale all’Agenzia delle Entrate del Veneto

Il 5 giugno alla convocazione della DP di Padova che escludeva ADL Cobas e FLP, in quanto non firmatari del CCNL, ci siamo autoconvocati come ADL perchè volevamo far emergere con chiarezza l’iniquità della norma che , nello specifico della DP di Padova, esclude dalla trattativa locale chi ha espresso la maggioranza assoluta degli eletti nella rsu (4 su 10 per l’Adl e 3 su 10 per FLP che sommati fanno 7 su 10). La contraddizione è emersa con l’intervento della Direzione che ha anticipato la Cisl che aveva chiesto la verifica dei titoli dei convenuti, dichiarando che l’Adl non aveva titoli per partecipare e che pertanto dovevamo abbondanare la trattativa (l’FLP non si è presentata come sindacato), cosa che facevamo, ribadendo il fatto che non riconoscevamo questa norma ingiusta.

Ritornando ora al titolo del nostro volantino, come Adl Cobas non abbiamo il minimo dubbio sul fatto che il non essere riconosciuti come sindacato nella trattativa locale, non inficia, anzi rafforza la nostra deterrminazione nell’essere riconosciuti dai lavoratori chiedendo che prima della firma di un accordo a livello locale debba esserci l’esplicito mandato da parte dei dipendenti di quell’ufficio e che pertanto il ruolo di chi va alla firma con la Direzione sia di semplice “esecutore” del mandato dei lavoratori.

Fatta questa affermazione dobbiamo aggiungere, nel caso dell’Agenzia delle Entrate del Veneto, che riscontriamo la volonta’, da parte della DRE, di rendere molto difficile, non solo il richiedere il mandato dai lavoratori indicendo assemblee, ma lo stesso protagonismo sindacale , in particolare degli eletti dai lavoratori, ossia delle rsu, dato che ogni anno, puntualmente viene comunicato con tempi strettissimi la data entro cui bisogna giungere all’accordo, pena..,enfatizzata a nostro avviso,il ricevere il salario accessorio , in questo caso del 2015!, non a luglio ma con ritardo. Ovvio che con tempi cosi’ ristretti è difficile anche il riuscire a fare una proposta , come rsu, di ripartire in maniera più equa quella piccola parte del “Fondo di Sede” che il CCNL lascia alla contrattazione a livello locale mentre la controparte è arrivata preparata proponedo praticamente, in ogni trattativa locale, che la scelta dei lavoratori sulla piccola cifra oggetto della trattativa fosse per premiare la dirigenza, ossia gli “incaricati” . L’impensabile è avvenuto: l’Agenzia delle Entrate ha tentato di scaricare sul fondo di tutti, un “costo” che doveva invece sostenere lei con soldi extra FPS e ..facendo pressione sull’urgenza del dover firmare, nella sola DP di Rovigo ha trovato, purtroppo, anche l’assenso dei lavoratori! Inoltre lo stesso consultare i lavoratori viene visto come secondario rispetto al fatto di garantire come soggetto sindacale che non ci siano ritardi nella firma dell’accordo e dunque nella corresponsione ad ogni singolo dipendente di quanto ha diritto , nel caso del FPS 2015, da ben tre anni!

Due domande retoriche :

1) in quegli Uffici e DP del Veneto dove non è stato possibile firmare l’accordo entro il fatidico 11 giugno per il semplice motivo che la Direzione ha fissato l’incontro dopo l’11 giugno, chi rifonde i lavoratori del ritardo con cui dovrebbero avere la corresponsione del FPS?;

2) se invece scopriremo che la corresponsione dell’FPS avverra’ con la stessa tempistica in tutti gli Uffici del Veneto, indipendentemente dal fatto se la firma è avvenuta entro l’11 Giugno o invece dopo, c’è qualche penalità per i dirigenti che hanno creato un “falso allarmismo”?

Ritorniando ancora al titolo del nostro volantino: per rendere più democratica la trattativa proponiamo di privilegiare, cosa che non è avvenuta nella sottoscrizione del CCNL, le assemblee indette dalla rsu con i lavoratori e alle quali, a nostro avviso devono essere invitate tutte le oo.ss. presenti in quel determinato Ufficio, nelle quali fare approvare i punti su cui la Rsu e le OO.SS. sono legittimate a trattare da parte dei lavoratori.

Solo le lotte, la mobilitazione dei lavoratori ha portato anche a conquiste sul piano normativo, si pensi alla Legge 300 del 1970 (lo statuto dei lavoratori) quello stesso statuto che poi è stato pesantemente manomesso, si pensi all’art.18,per quanto riguarda il privato.

Solo chi non lotta ha già perso!

Veneto, 14/06/2018

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