Sempre più cariche, botte e fermi per i lavoratori in sciopero. Saranno queste le relazioni sindacali al tempo di Salvini e Di Maio?

Al terzo giorno di sciopero dei facchini della Logesta (divisione italiana della multinazionale spagnola della logistica), azienda monopolista nella distribuzione dei tabacchi in appalto dallo Stato e da privati – quali la multinazionale statunitense Philip Morris – la polizia è intervenuta pesantemente accerchiando alcuni lavoratori, caricandone violentemente altri e mettendo addirittura in stato di fermo uno di questi.
Gli operai della Logesta organizzati con il Si Cobas stanno scioperando contro il licenziamento di 24 persone e il generale peggioramento delle condizioni di lavoro. Inoltre, rivendicano il pieno riconoscimento del Si Cobas, organizzazione sindacale con l’80% del consenso tra i lavoratori dentro il magazzino e l’applicazione da parte della sub-appaltante Elpe dell’articolo 42 bis del Ccnl Logistica Trasporto Merci e Spedizione.

Dopo appena 10 giorni dal fermo, con successivo rilascio, sempre a Bologna del coordinatore provinciale Simone Carpeggiani e di un lavoratore del magazziono Conor, dopo qualche giorno dallo sgombero di un presidio di lavoratori della Rossetto organizzati con il nostro sindacato, la repressione del conflitto sindacale si abbatte nuovamente su uno sciopero.
In queste ore siamo venuti a sapere che Nicolas, il facchino picchiato e fermato all’interporto di Bologna, è stato rimesso in libertà anche se domani dovrà affrontare un processo per direttissima.
Come ADL COBAS esprimiamo innanzitutto la massima solidarietà e vicinanza a Nicolas, ai lavoratori in lotta alla Logesta e ai compagni e le compagne del SI COBAS. Constatiamo poi che il governo Di Maio e Salvini, oltre ad intensificare le politiche di esclusione nei confronti dei migranti, sembra aver già ben chiaro quale dovrà essere il ruolo dello Stato nell’ambito delle relazioni sindacali, dando carta bianca alle forze dell’ordine anche in contesti che poco o nulla a che fare con questioni di ordine pubblico.
Di sicuro le prossime settimane avremo modo di avere la conferma di queste nostre impressioni perché la nostra lotta per migliori condizioni di lavoro e di vita trova sempre maggior peso all’interno dei magazzini della logistica e quindi le iniziative non si fermeranno di certo di fronte alle minacce della repressione.
Tocca uno, Tocca Tutti!

Riportiamo qui sotto il link al sito del Si Cobas dove si possono trovare approfondimenti e video che testimoniano la giornata di lotta e il pesantissimo intervento della Polizia

http://www.sicobas.org/news/3035-bologna-nicolas-libero-operaio-picchiato-e-fermato-all-interporto-e-il-diritto-di-sciopero

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