Non una di meno : Sciopero globale femminista

Una grande giornata di mobilitazione si è svolta ieri in tutta Italia e in moltissime città su e giù per il globo. Tantissime donne, collettivi, gruppi, associazioni hanno raccolto l’invito dell’assemblea “Non una di Meno” e sono scese in piazza, partecipato agli scioperi, costruito presidi.
Anche noi come ADL Cobas, che abbiamo partecipato attivamente al percorso, prendendo parte alle assemblee territoriali, abbiamo proclamato lo sciopero dando effettiva copertura a tutte le lavoratrici e ai lavoratori che volevano scendere in piazza..
Sin dalle prime ore della mattina, sia in Veneto che in Emilia Romagna, abbiamo costruito presidi davanti ai magazzini e posti di lavoro in cui abbiamo scioperato, intrecciando le nostre rivendicazioni specifiche con i contenuti della piattaforma di “Non una di meno”.
Perchè per noi dire NO alla violenza sulle donne significa anche rivendicare migliori condizioni sui posti di lavoro, diritti uguali per tutti, stesso trattamento senza distinzioni di genere, servizi e welfare, reddito e dignità.
Così abbiamo fatto con le lavoratrici degli ospedali ricattate su orari e turni, con le lavoratrici dell’azienda Il Melograno denunciate e licenziate per aver parlato di maltrattamenti, con le colf e le lavoratrici delle case di cura costrette a turni massacranti, con le lavoratrici delle pulizie lasciate a casa da un giorno all’altro e pagate a stanza.
Abbiamo partecipato poi ai vari cortei che si son dati nei territori in cui siamo radicati, in particolare a Padova, Vicenza, Bologna, Treviso, Rimini, Reggio Emilia, Venezia, Schio, andando a toccare punti simbolici delle nostre città, come comuni, uffici anagrafe, ospedali, università, sedi dell’Inps.
Una bella giornata, ma sopratutto una scommessa da vinta, per noi che abbiamo costruito assemblee territoriali di donne e lavoratici che hanno risposto positivamente alla chiamata.
Con la speranza che questo percorso e questa giornata di sciopero sia solo l’inizio di un ciclo di lotte che a partire dalle donne portino ad un’avanzamento sul terreno del conflitto e alla conquista di diritti per tutti.

E.M.

In Emilia Romagna l’ADL Cobas ha promosso e sostenuto attivamente le iniziative nelle città dove siamo presenti con Sedi e Sportelli, promuovendo e invitando tutti e tutte a partecipare ai tantissimi appuntamenti promossi dal percorso Non Una di Meno nei vari territori della Regione.
In particolar modo centralità nella nostra presa di parola e di mobilitazione sulla giornata di sciopero globale femminista è avvenuta con il presidio solidale con le lavoratrici del Melograno che abbiamo promosso come ADL Cobas davanti alla Direzione Territoriale del Lavoro, lavoratrici licenziate e denunciate dopo anni di sfruttamento e maltrattamenti. Il Melograno si occupa della produzione della cosiddetta IV gamma ( mondatura, confezionamento e distribuzione delle insalate e prodotti pronti di ortofrutta), ed è un’azienda che ha fatto grande speculazione e profitti attraverso vari escamotage e applicando il contratto agricolo pur trattandosi di una produzione di tipo industriale.
Il presidio ha ottenuto un incontro con la direttrice e il direttore dell’U.O. degli Ispettori, occasione importante per tematizzare anche il nodo dello sfruttamento e delle gravi irregolarità nel settore Turistico dove il 60% della forza lavoro è femminile.
Le lavoratrici licenziate sono tutte donne migranti provenienti dalla Cina, in alcuni casi separate con storie anche di maltrattamenti e con figli minori a carico.
Queste donne stanno lottando con grande determinazione per agire la verità, ottenere il reintegro al patto di riavere il loro lavoro con più diritti. Queste donne insieme a tante altre fanno i conti quotidianamente con i continui tagli al welfare, con il lavoro di cura da organizzare, con lo smantellamento dei servizi consultoriali, sociosanitari e con la propria condizione di essere donne e migranti.
La giornata poi ha visto un secondo appuntamento in piazza a Rimini con uno speaker corner che ha visto la partecipazione anche di alcune lavoratrici stagionali e a Reggio Emilia e Bologna due imponenti cortei che abbiamo attraversato e che hanno visto una grandissima partecipazione.
Con queste donne vogliamo provare a costruire un altro modello di sviluppo senza sfruttamento e precarietà, un’altra Europa che metta prima al centro l’umanità, i diritti, la dignità delle persone e il rispetto per il Pianeta.

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