Marcon (VE) – Carrefour: Sciopero dei lavoratori del commercio

AL CARREFOUR DI MARCON ALTISSIMA ADESIONE ALLO SCIOPERO
L’AZIENDA CERCA DI SOSTITUIRE I LAVORATORI IN SCIOPERO CON PERSONALE ESTERNO

Sabato 07 Novembre 2015 i lavoratori Carrefour di Marcon aderenti ad Adl Cobas hanno deciso di scioperare in occasione dello Sciopero Nazionale proclamato dai sindacati confederali.
Senza nascondere le gravissime responsabilità e complicità dei sindacati confederali nell’avere accettato sempre a testa bassa i diktat padronali, abbiamo ritenuto comunque importante spingere tutti i lavoratori del Commercio e della Grande Distribuzione alla mobilitazione per difendere i loro diritti e le loro condizioni di lavoro che sono sotto un attacco senza precedenti, in particolare da parte di Federdistribuzione.

Nella mattinata di oggi, mentre la triplice ha promosso una manifestazione regionale, i lavoratori di Adl Cobas hanno dato vita ad un presidio davanti all’entrata di Carrefour, per impedire che l’Azienda mettesse in atto le solite ritorsioni oppure cercasse di sostituire i lavoratori in sciopero con personale esterno.
In questi ultimi giorni infatti ci sono state fortissime pressioni per non far scioperare i lavoratori. Tuttavia l’adesione allo sciopero è stata altissima e per tutta la mattinata decine di lavoratori sono rimasti all’ingresso del Centro Commerciale per spiegare le motivazioni dello sciopero, nonostante l’azienda abbia prima cercato di allontanarci e poi addirittura di far intervenire i Carabinieri.
In questa situazione denunciamo con forza come i capi si siano prestati a sostituire i lavoratori in sciopero, svolgendo mansioni non di loro pertinenza, come stare alle casse. Inoltre ci giungono notizie che diversi lavoratori in sciopero sono stati sostituiti da personale di ditte esterne. Per questo già da lunedì provvederemo a denunciare l’azienda per comportamento antisindacale.

L’altissima adesione allo sciopero sta dimostrando come ci sia un forte desiderio da parte dei lavoratori di riprendersi la propria vita ed i propri diritti, in un settore che negli ultimi anni ha visto una totale deregulation, la totale flessibilità, la richiesta che la vita ed il tempo dei lavoratori sia a completa disposizione delle Aziende.

In questi anni, con la scusa della “crisi” i lavoratori del Commercio hanno dovuto subire una secca perdita di diritti e di salario, in particolare la fine della garanzia della Malattia retribuita e, di fatto, l’obbligo alle domeniche lavorative. Inoltre il mancato adeguamento salariale contrattuale da due anni fa risparmiare alle Aziende centinaia di euro sulla nostra pelle.
Tutto questo si è svolto, anche nella nostra Azienda, con l’avallo della Triplice sindacale che anche recentemente ha accettato una ulteriore riduzione delle indennità previste dall’Integrativo Aziendale.

Sempre più le Aziende vogliono avere dei lavoratori totalmente a loro disposizione tutti i giorni della settimana, senza pagare nessuna maggiorazione e nessun riconoscimento economico.
Il Contratto Nazionale è scaduto da quasi due anni e Federdistribuzione ha posto delle condizioni fortemente peggiorative per il suo rinnovo:

eliminazione degli scatti di anzianità e degli scatti automatici di livello;
ripristino dell’orario settimanale a 40 ore;
maggiore flessibilità su 7 giorni la settimana, trasformando la domenica in un giorno ordinario;
abbassamento della prestazione minima del part-time da 18 a 16 ore settimanali;
superamento dell’accezione di “mansione prevalente” attualmente prevista dal contratto;
aumenti salariali minimi e solo dopo l’accettazione delle loro richieste sopra descritte

Noi lavoratori crediamo invece che si debba andare nella direzione diametralmente opposta e respingere il tentativo di renderci tutti precari, flessibili, disponibili a qualsiasi trasferimento o demansionamento, al lavoro domenicale.
Per questi motivi il rinnovo del CCNL non può essere delegato a trattative chiuse tra Federdistribuzione e la Triplice sindacale: c’è bisogno della partecipazione e della mobilitazione, senza cedere ai soliti ricatti con cui cercano di obbligare i lavoratori a chinare la testa “per non perdere il posto di lavoro”.

Per delle fortissime limitazioni al lavoro domenicale
Per il ripristino del pagamento della malattia al 100%
Per degli aumenti salariali dignitosi, adeguati al costo della vita ed una sostanziosa Una Tantum per i due anni di vacanza contrattuale.
Per la democrazia sindacale all’interno dei posti di lavoro

Scioperiamo anche per mandare un chiaro segnale a Carrefour che, con la prossima scadenza dell’Integrativo Aziendale e dei Contratti di Solidarietà, non siamo disponibili a ulteriori cedimenti e sacrifici con lo spauracchio degli esuberi.

Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici del Commercio ad autoorganizzarsi, a smettere di cedere ai ricatti per riconquistare i diritti e la dignità.

Lavoratori Carrefour – Marcon – ADL COBAS

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