Va detto innanzitutto che si tratta di una finanziaria molto modesta come investimenti (22 miliardi in tutto) che non avranno alcun impatto positivo per quanto riguarda la sanità, le politiche sulla casa e sulla scuola. Una finaziaria che peggiora la normativa in essere sulle pensioni, mentre incrementa le spese militari portandole a 400 miliardi nei prossimi 10 anni.
A fronte di una inflazione che sta continuando a ridurre il potere d’acquisto dei salari, vi sono degli interventi minimali sulle buste paga che accolgono in minima parte rivendicazioni che da anni stiamo portando avanti e che risultano ovviamente del tutto insufficienti per colmare la riduzione effettiva dei salari rispetto all’aumento del costo della vita.
VEDIAMOLI QUESTI INTERVENTI NELLO SPECIFICO
Revisione della disciplina dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.


RIDUZIONE IRPEF DA 35 AL 33 % PER I REDDITI TRA 28000 A 50000 €. Da molto tempostiamo dicendo che la tassazione delle buste paga è troppo alta e che i lavoratori a reddito fisso tengono in piedi lo Stato perché ogni mese sono obbligati a lasciare giù circa un 30 % della busta paga tra contributi INPS, IRPEF e ADDIZIONALI. E sarebbe fondamentale abbassare questa tassazione per tutti. Mentre invece si interviene solo abbassando la seconda aliquota per chi ha un imponibile che supera i 28000 € fino a 50000, dal 35 al 33 %. Con il risultato che chi attualmente lavora di notte o effettua qualche straordinario e supera i 28000 € di imponibile si trova ad avere una riduzione delle tasse ridicola, mentre per chi arriva attorno ai 50000 € il beneficio sarà maggiore. Sarebbe stato opportuno portare, almeno fino a 40000 € di imponibile, la tassazione al 23 %.
Disposizioni sulla tassazione dei rinnovi contrattuali, dei premi di produttività del lavoro notturno e del trattamento accessorio
Da molti anni, abbiamo inserito nelle nostre piattaforme di lotta la necessità di aumentare la retribuzione per il lavoro notturno, aumentare la quota esente dei buoni pasto, dei buoni acquisto legati ai premi e ridurre la tassazione in generale. Anche in questo caso il Governo accoglie solo in minima parte queste rivendicazioni e vediamo come.
AUMENTI CONTRATTUALI. Gli aumenti contrattuali che verranno corrisposti nel 2026 frutto di accordi sottoscritti tra il 2024 e il 2026 verranno tassati al 5% e non al 23 %, ma solo per chi ha avuto un imponibile fiscale nel 2025 inferiore ai 33000 €. Questa misura sembra proprio una presa in giro, nel senso che se un contratto prevede un aumento di 50 € il beneficio sarà di circa 9 €;
PREMI DI RISULTATO. Mentre rimane invariata la possibilità di erogare buoni acquisto (valore 2000 € per chi ha figli e 1000 per chi non ha figli, e sarebbe stato importante invece aumentare per tutti a 3000 €) la tassazione dei Premi di risultato passa dal 5 % all’1% per gli anni 2026 e 2027 con elevazione da 3mila a 5mila euro, del limite complessivo annuo dell’importo fruibile. Anche in questo caso il miglioramento sarà minimo: su un importo di 1000 € erogati come premio in busta paga, con il 5 % ( a cui va aggiunto il 9,19% di inps) si prende un netto di circa 860 € con la tassazione all’1 % si arriva a prendere intorno ai 900 netti.
LAVORO NOTTURNO. Da tempo stiamo sostenendo che per il lavoro notturno le maggiorazioni sono troppo basse e la tassazione troppo alta. Il Governo fa finta di essersene accorto e ha inserito nella nuova legge finanziaria la riduzione della tassazione dal 23 % al 15 %. Stessa tassazione viene prevista anche per il lavoro festivo, riposi settimanali e indennità di turno e altri emolumenti connessi a lavoro a turni previsti da Ccnl. La cosa ridicola è che queste riduzioni di tasse sono previste solo per il 2026 e hanno un limite annuo di 1.500 euro. Tradotto in numeri, prendendo ad esempio un lavoratore che lavora prevalentemente di notte e percepisce un lordo per le ore notturne di 300 €, con la tassazione al 23 % avrebbe un netto di 231 €, con la tassazione al 15 % avrà un netto di 255, con un miglioramento di 24 € al mese, ma solo per 5 mesi, in quanto, con 300 € al mese di maggiorazione per lavoro notturno, con il tetto a 1500 € ci sarà una riduzione solo per 5 mesi, rendendo ridicola questa misura.
In compenso, per i lavori usuranti, compreso il lavoro notturno, vengonoridotte le risorse per l’anticipo pensionistico a lungo termine, creando una stretta finanziaria a partire dal 2033, ma non aumenta l’adeguamento dell’età pensionabile. Quindi, da una parte si dà qualcosa in più per chi lavora di notte, dall’altra si riducono i soldi per anticiparne il pensionamento.
TICKET RESTAURANT
Da molto tempodiciamo che per avere più disponibilità economica senza dover pagare le tasse era importante aumentare l’importo dei ticket non tassati. Con la nuova finanziaria il valore dei buoni pasto elettronici giornalieri non tassato è innalzato, da 8 a 10 euro. Ciò non vuol dire che automaticamente i buoni verranno portati a 10 €, ma semplicemente che le aziende potranno portare il loro valore a 10 €. Dovrà diventare quindi una rivendicazione da estendere ovunque, visto che 2 € in più al giorno netti valgono circa 40 € netti al mese.
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