TRASPORTI: L’ATTACCO AL DIRITTO DI SCIOPERO DEVE ESSERE FERMATO

E’ ORA DI VOLTARE PAGINA:
FERMIAMO PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO ED IL TAGLIO DEI SALARI , L’AUMENTO DELLA PRECARIETÀ, I LICENZIAMENTI
L’ABBATTIMENTO DELLE TUTELE SULLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI
NO ALLE LE PRIVATIZAZIONI – SI AD UN SERVIZIO PUBBLICO DI QUALITÀ

È grave ed inaccettabile l’attacco al Diritto di Sciopero in atto nel settore dei trasporti: una strategia funzionale a imbavagliare i lavoratori in modo da “affondare il colpo” e attuare, senza la prevedibile opposizione sociale, le dannose politiche di privatizzazione/liberalizzazione e precarizzazione, infierendo draconiani tagli salariali e occupazionali, nonchè consistenti peggioramenti normativi all’intera categoria dei trasporti, in tutti i comparti, anche a scapito della qualità del servizio.

La pretesa della Commissione di Garanzia di imporre, su mandato del Governo uscente, la definizione di una nuova regolamentazione “provvisioria” della L. 146/90 nel comparto degli Autoferrotranvieri, conferma le più pericolose intenzioni in ordine al restringimento del diritto di sciopero: aumentando da 10 a 20 giorni il periodo di rarefazione tra uno sciopero e l’altro si rende sempre più difficile esercitare il “diritto dei diritti” e si impedisce ai lavoratori di far fronte all’attacco padronale che da anni subiscono.

La realtà è che con tale rarefazione e con le altre misure in essere (franchigie, divieto di concomitanza riferito al bacino, effettuazione di iniziative a ridosso di grandi eventi ecc…) si vogliono ridurre ad una decina di giornate l’anno le possibili giornate di lotta degli autoferrotranvieri, lasciando però ampia discrezionalità alle aziende di intervenite a loro piacimento e di attuare i loro piani d’impresa.

L’assalto al diritto di sciopero è mosso dalla Commissione di Garanzia in tutti i settori dei trasporti: l’intera categoria, con la scusa del diritto alla mobilità, è divenuta ambito di sperimentazione di inaccettabili interventi sistematicamente mirati a ridurre un diritto costituzionale inalienabile, pur di provare a ridimensionare la forza dei lavoratori e la loro capacità di reazione.

D’altra parte le politiche attuate sono le stesse in tutti i settori dei trasporti: le privatizzazioni/liberalizzazioni avviate, oltre a peggiorare il servizio, stanno falcidiando l’occupazione, determinando l’impoverimento di chi resta in servizio, l’aumento indiscriminato dei carichi di lavoro e della precarizzazione, il peggioramento delle condizioni di lavoro e la diminuzione della sicurezza del lavoro, nonchè il drastico decadimento della qualità dei servizi.

E’ per tali ragioni che Cub Trasporti, Cobas Lavoro Privato, Si-Cobas, Sgb e Adl Cobas hanno deciso di lanciare un presidio per il giorno 18 maggio 2018 sotto il parlamento per poi arrivare ad una giornata di sciopero di 24 ore per 8 giugno articolato tra i vari settori del trasporto.

Ci auspichiamo giornate di lotta unitaria e partecipata, da estendere a tutti i lavoratori dei trasporti e a tutte le OO.SS. che vogliono accettare la sfida di mettere in comune le forze per imporre che si volti pagina nell’intero settore.

Cub Trasporti, Cobas Lavoro Privato, Si-Cobas, Sgb e Adl Cobas

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