Monselice (PD) – Emergenza coronavirus all’ospedale di Schiavonia

Nessun allarmismo, giusta l’iniziativa precauzionale messa in atto in queste ore, ma non possiamo esimerci dal segnalare e denunciare la gestione di queste prime ore di emergenza sanitaria nell’ospedale di Schiavonia a Monselice (PD).
Centinaia di persone sono bloccate all’interno della struttura dal primo pomeriggio di ieri, ai quali non è stato somministrato un pasto decente e che hanno dovuto dormire su sedie e divanetti.
Al momento risulta che il camion che doveva fornire 400 pasti ad altrettante persone, stanche ed affamate, è stato bloccato. Non si capisce per quale motivo.
Ci viene segnalato che diverse persone, a cui sarebbe stato sensato effettuare il test/tampone di controllo, non sono state neanche convocate. Mentre lavoratori ed utenti che per precauzione, avendo lavorato o frequentato la struttura nei giorni scorsi, vorrebbero effettuare dei controlli, non vengono lasciati entrare.
Ieri, le lavoratrici del servizio di pulizie (Coopservice) hanno dovuto protestare contro i responsabili della propria azienda per avere conferma di quanto stava accadendo e delle procedure che si stavano applicando anche nei loro confronti. La Coopservice, che ancora non era stata informata dell’emergenza (a quanto ha riferito), dopo le prime indicazioni alle lavoratrici non ha più interloquito con le proprie dipendenti se non nella tarda mattinata di oggi.
Nessuno che si preoccupi di informare in maniera precisa e “autorevole” le persone “trattenute” che ricevono notizie solo attraverso “voci di corridoio”, spesso contrastanti e che creano maggior allarme ed apprensione.
Una situazione sicuramente non degna di un Paese tra i più avanzati, di una Regione che si vanta di una Sanità efficiente e di alto livello ma che dimostra estrema approssimazione e superficialità nella gestione di questa emergenza, nonostante le roboanti dichiarazioni di Zaia & company.
E’ indispensabile una maggiore serietà nell’affrontare questa grave situazione e che siano garantite le esigenze, il rispetto, il diritto ad una informazione corretta e puntuale a tutte le persone coinvolte direttamente ed a tutti i cittadini, che siano garantite le procedure sanitarie dovute, tanto sbandierate e male applicate.
Invitiamo tutte le autorità e gli amministratori a vigilare in tal senso.

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