Aldo Milani è libero! Liberiamo le lotte!

GRAZIE ALLA FORMIDABILE MOBILITAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI DELLA LOGISTICA
ALDO MILANI SABATO SCORSO E’ STATO SCARCERATO – RESPINTA AL MITTENTE LA GRAVE PROVOCAZIONE MESSA IN ATTO DALLA QUESTURA DI MODENA E DALLA DITTA LEVONI CONTRO LE LOTTE DEI FACCHINI

Ne avevamo viste di tutti i colori in quanto a iniziative di tipo repressivo per cercare di fermare le lotte dei facchini: dalle denunce, alle cariche della polizia, alle minacce di tutti i tipi, ai tentativi di dividere i lavoratori con ricatti di ogni tipo o con promesse. Ma non era mai successo che venisse messa in atto una provocazione di questo tipo.
Cosa è successo? L’antefatto è che vi era stata una lotta durissima, dopo che la Ditta Levoni non aveva provveduto a far riassumere i lavoratori licenziati dalla cooperativa Alba Service che aveva disdettato l’appalto con i Levoni e che aveva licenziato 55 lavoratori che erano rimasti non solo senza lavoro, ma anche senza gli ammortizzatori sociali perché Alba Service non aveva pagato neppure la contribuzione per la Naspi. A fronte dell’atteggiamento di chiusura totale da parte dei Levoni, si ripetevano le manifestazioni che venivano pesantemente represse con cariche della polizia e molti lavoratori venivano denunciati solo perché volevano difendere il loro posto di lavoro.
In questo contesto si apre la trattativa che aveva la finalità di ricercare una soluzione conciliativa per garantire ai lavoratori una qualche prospettiva di reddito da affiancare alla Naspi. In specifico erano stati richiesti, al fine di chiudere la vertenza, 12.000 € per ogni lavoratore rimasto ancora senza lavoro. E’ in questa situazione che si inserisce il consulente del lavoro, che nulla ha a che vedere con il Si Cobas, che aveva già ricevuto una parcella di 5.000 €, regolarmente fatturata. Nella giornata di giovedì, questo consulente, mentre Aldo Milani stava parlando della problematica dei licenziamenti, riceveva dai Levoni una busta chiusa che metteva nella tasca della giacca. Cosa c’entri in tutto questo Aldo Milani ed il Si Cobas non si riesce a capire. Nell’Ordinanza del giudice si dice in sostanza che se non veniva trovata una soluzione nei termini richiesti dal sindacato la lotta sarebbe continuata. Ma questo è quello che succede tutti i giorni in tutte le vertenze. Quando ci sono dei licenziamenti è chiaro che se non si trova una collocazione lavorativa, viene richiesto almeno una buona uscita che consenta ai lavoratori di poter sopravvivere per un certo periodo di tempo. Se ogni volta che in una vertenza si chiedono dei soldi in alternativa al lavoro, questa richiesta diventa un reato di estorsione da farti finire in galera, allora dovrebbero arrestare tutti i sindacalisti.
Il fatto inquietante di questa gravissima provocazione è che in una normalissima vertenza sindacale, Aldo Milani, il Coordinatore Nazionale del Si Cobas è stato arrestato e messo in galera come un pericoloso criminale. Il tutto è stato gestito attraverso i media in modo scandaloso, proprio per gettare fango su tutti i Cobas e sulle lotte dei facchini in particolare. La montatura orchestrata dalla Questura di Modena e dai Levoni, non è ancora stata smontata del tutto e vogliono tenerla ancora in piedi sperando di indebolire il movimentio di lotta. Aldo Milani oggi è libero ma gli hanno imposto di rimanere a Milano, la sua città, con l’obbligo di dimora.
E’ chiaro allora che dobbiamo continuare a far capire che i Cobas non sono in vendita, oltre che con le lotte e la solidarietà ad Aldo, anche sul piano giuridico perchè non possiamo tollerare provocazioni di questo tipo.

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