26 e 27 marzo: due grandissime giornate di sciopero e lotta Facchini, riders, maestranze dello spettacolo, autisti del tpl e personale della scuola convergono intrecciando i propri percorsi

26 e 27 marzo: due grandissime giornate di sciopero e lotta Facchini, riders, maestranze dello spettacolo, autisti del tpl e personale della scuola convergono intrecciando i propri percorsi

Venerdì 26 marzo e Sabato 27 marzo sono state due giornate memorabili. Durante la pandemia non è infatti scontato, anzi forse è sempre una sfida riuscire a portare in piazza migliaia di lavoratori e lavoratrici, riuscendo al contempo a praticare conflittualità e garantire sicurezza e salute a tutti/e.  Alla chiamata nazionale dei Riders autoorganizzati, hanno risposto diverse realtà del lavoro, per lo più organizzate in un forma nuova, dal basso e orizzontale, che hanno prodotto una convergenza inedita su temi e parole d’ordine comuni, che hanno messo al centro il tema del reddito e della tutela della salute declinati a partire dalle proprie specificità ma riconoscendo la necessità di intrecciare le lotte.

Come ADL COBAS abbiamo subito colto l’importanza delle due giornate e assieme al Si Cobas abbiamo proclamato lo sciopero nazionale della logistica, per chiedere il rinnovo del CCNL di settore a partire dalla nostra piattaforma rivendicativa.

Dalle primissime ore del mattino di venerdì i lavoratori della logistica hanno incrociato le braccia e organizzato picchetti e presidi davanti ai maggiori magazzini sparsi in tutto il Paese. La questione del rinnovo del CCNL di settore è andata di pari passo con la risposta all’attacco padronale che abbiamo visto nelle ultime settimane. Da Tnt/Fedex di Piacenza passando la Textprint di Prato, l’azione congiunta di Questure e Magistratura da una parte e del colosso americano spalleggiato dai Confederali, ha provato a colpire duramente le lotte dei facchini nel tentativo di estromettere due realtà conflittuali dai magazzini e da un livello di contrattazione che ha portato importanti risultati negli ultimi anni.
A Padova alcuni presidii a partire dalle 6 si sono formati davanti ai magazzini Tigotà, Alì Supermercati, Aspiag Despar, Susa, Sda riusciendo a coniugare le istanze generali legati al CCNL con le problematiche varie presenti all’interno dei luoghi di lavoro. Alle ore 11.30 lavoratori e lavoratrici si sono dati appuntamento davanti alla sede territoriale della Confindustria, controparte padronale per quanto riguarda in particolare il contratto nazionale, per respingere al mittente le richieste peggiorative fatte nei tavoli di trattativa, in particolare per quello che riguarda l’art. 42 (clausola sociale) del contratto. Qui si è dato un primo momento di convergenza: i riders delle varie piattaforme (Glovo, MyMenu, Deliveroo, JustEat) partiti dal piazzale stazione dove si era svolto un presidio davanti al Mcdonalds. Fight for Riders Padova è riuscita a convogliare molti ciclofattorini in sciopero e con i mezzi – bici e moto – hanno raggiunto il presidio di facchini e drivers ricevendo solidarietà e vicinanza, ma soprattutto ponendo la questione dell’inserimento della figura del* Riders all’interno del contratto della logistica.
Nel pomeriggio invece si è svolto un presidio proprio davanti alla sede di Bartolini e un’altro a Tnt Fedex (presenti anche Arco Spedizioni, Ceccarelli, Pallex) . Proprio qui i lavoratori hanno discusso e sono intervenuti rispetto al vergognoso giochetto che Fedex con la complicità della Cgil sta facendo per estromettere Adl Cobas dal magazzino.
Nello stesso pomeriggio, in piazza Garibaldi gli autisti del trasporto pubblico sono scesi in piazza per il contratto, dopo che in mattina si erano uniti al personale scolastico che ha aderito allo sciopero proclamato dai Cobas Scuola e che ha visto maestre/maestri e genitori, oltre a molte realtà associative chiedere a gran forza il ritorno in sicurezza a lezione e la riapertura delle scuole a vari livelli, insieme a rivendicazioni di forti misure di sostegno e welfare, per far fronte a chiusure e Dad.

Non solo uno sciopero, ma una vera e propria rivolta ha travolto Milano.
Il 26 marzo Centinaia di Riders,organizzati con ADL Cobas Lombardia, hanno alzato la propria bicicletta al cielo bloccando le consegne delle principali catene di distribuzione del cibo.
Momenti di tensione contro i crumiri, ai quali è stato impedito di portare a termine il servizio e tanta solidarietà per le sfruttate e gli sfruttati di MacDonald’s.
Il corteo itinerante ha toccato la prefettura per rivendicare una reale sanatoria e la sede di Asso Lombarda e Glovo Market, dove il tentativo di occupazione è stato bloccato dalla repressione poliziesca. Il corteo è riuscito comunque a raggiungere la Camera del Non lavoro che a quel punto è stata circondata da un ingente schieramento del reparto celere. Nonostante le intimidazioni e le minacce, subite lungo l’arco dell’intera giornata, le lavoratrici, i lavoratori e i solidali hanno mantenuto posizione con coraggio per ribellarsi a un contratto fuffa siglato da UGL, ma anche per pretendere condizioni di vita degna a partire dal riconoscimento del permesso di soggiorno e del diritto all’abitato.
L’assemblea di Riders Milano e ADL Cobas è riconvicata giovedì 8 aprile alla camera.del non lavoro per proseguire ed organizzare le future lotte.

Lo sciopero del 26 marzo a Verona ha trovato una totale adesine da parte dei lavoratori ADL Cobas. E questo nonostante le incredibili e inaccettabili pressioni della Questura, che ha comunicato delle prescrizioni limitando i presidi dalle 8 alle 18. Un tentativo gravissimo di comprimere il diritto di sciopero. Ma i lavoratori, nonostante i continui passaggi di macchine della polizia, non si sono fatti intimidire. Nemmeno quando, in Dachser a Nogarole Rocca, due gipponi della Celere e alcune macchine dei carabinieri hanno presidiato i cancelli. Dachser dalle 8 della mattina. Dachser ha scioperato per due giorni- 25 e 26, a completamento di una settimana di mobilitazioni. A Verona si sono fermati- totalmente- GLS, GLS Enterprise, BRT, Fedex, Volkswagen, Nippon, Arco, Japan Parts , oltre a Dachser. Adesione massima a uno sciopero molto sentito e che in molti magazzini si replicherà a breve per le vertenze in corso.

Anche a Treviso sono stati tanti i lavoratori che hanno aderito allo sciopero nazionale della logistica.
In mattinata si è svolto il presidio di Priorità alla Scuola, che ha visto la partecipazione di molti tra genitori, insegnanti e studenti: il presidio ha evidenziato l’inefficacia delle politiche messe in pratica dal governo e dalle regioni in merito alle scuole, chiedendo che vengano garantite le condizioni per poter riaprire le scuole in sicurezza.
Durante il pomeriggio invece si è svolto il presidio dei lavoratori della logistica a Casale sul Sile, comune in cui è prevista la costruzione del nuovo maxipolo della logistica di Amazon. A fianco alle rivendicazioni sul rinnovo del contratto collettivo nazionale e alla solidarietà con i lavoratori di TNT/FedEx di Piacenza difatti assieme ai lavoratori abbiamo voluto indicare nel cosiddetto “modello Amazon” il nemico: un modello fatto di sfruttamento, precarietà e controllo sui lavoratori, al quale solo tramite la capacità di organizzarsi saremo in grado di opporci.
Al presidio ha partecipato anche Fridays For Future Treviso ed il Coordinamento “No Maxi Polo” di Roncade, Casale sul Sile e Quarto d’Altino,: la tutela dei lavoratori e della lavoratrici della logistica passa anche attraverso il blocco all’assalto di Amazon nei nostri territori.

Per Vicenza adesioni in molti magazzini con anche presenze fuori dai cancelli alla Dhl, Valentino e Fercam.

Nella giornata del 26 Marzo è stata giornata di Sciopero anche in Emilia Romagna. Dalla mattina hanno incrociato le braccia tantissimə lavoratori e lavoratrici della Logistica, in particolare di importanti operatori logistici nelle filiere agro-alimentari e della G.d.o. come Number1 (Barilla), Conad, Coop Alleanza 3.0 ed hanno dato vita a due presidi pubblici sotto le sedi territoriali di Confindustria a Parma e Reggio Emilia, per respingere le pretese padronali per il rinnovo del Contratto Nazionale e nella gestione delle politiche e delle risorse del Recovery Plan, per la tutela della nostra salute.
A Rimini invece si sono svolti dei volantinaggi informativi sullo sciopero e sulle motivazioni della mobilitazione nelle zone di ritrovo dei riders, e un’assemblea dalla quale è nata così l’idea di organizzare, in collaborazione con ADL Cobas, uno Sportello informativo e strumento di organizzazione per le prossime mobilitazioni.
In serata la giornata è proseguita nelle piazze convocate da Riders Union a Reggio E. e a Bologna, a fianco ai riders in lotta per conquistare finalmente diritti e tutele contro il contratto-truffa Assodelivery-UGL.
A Bologna in particolare ha risposto all’appello un’ampia convergenza di figure del lavoro precario sfruttato e dell’attivismo solidale, con interventi delle lavoratrici e dei lavoratori della Rete Professionistə dello Spettacolo E.R. nella cornice nazionale della due giorni di mobilitazioni insieme alle studentesse e agli studenti dell’accademia di Belle Arti, dei sanitari del Lab. Salute Popolare, delle operatrici ed degli operatori del sociale in mobilitazione sul territorio con ADL Cobas contro l’indifferenza dei committenti committenti pubblici che, dopo oltre un anno di COVID-19, non garantiscono ancora sicurezza sanitaria e psicologica. Piazze che poi si sono mosse per presidiare e bloccare le consegne dal McDonald’s cittadino.
A Rimini infine, nella giornata di sabato 27 marzo in occasione della mobilitazione nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici del settore Cultura e Spettacolo più di duecento persone hanno partecipato alla mobilitazione promossa dalla neonata rete territoriale PACS, Professionistə Arte Cultura Spettacolo. La mattinata è stata caratterizzata da azioni diffuse nei luoghi della cultura cittadina, con striscionate, per poi concludersi in piazza Cavour con un presidio e interventi all’esterno del teatro Galli.

In Piemonte la mobilitazione è iniziata giovedì con lo sciopero al magazzino Coop di Vercelli. Lavoratrici e lavoratori hanno incrociato le braccia per avere malattia e infortunio pagati al 100%, il pagamento delle maggiorazioni di sabato, straordinari e festivi, il rispetto dell’orario di lavoro, il ticket rastaurant di Euro 5,29 per ogni giornata di lavoro superiore alle 4 ore, il corretto inquadramento contrattuale. Vista la chiusura al confronto da parte delle cooperative che hanno la gestione logistica del magazzino lo sciopero è proseguito con un’adesione altissimo anche il venerdì e il sabato. Venerdì la protesta si è spostata sotto gli uffici amministrativi di Nova Coop Piemonte e il sabato davanti al supermercato Coop in centro a Vercelli. Poche ore dopo la scena si è spostata a Torino, dove centinaia di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura hanno espresso la loro rabbia verso i silenzi e le risposte insufficienti del Governo alla loro situazione bloccando il ponte di corso Vittorio Emanuele, un’importante arteria del traffico del capoluogo piemontese.

A Venezia il 27, nella giornata mondiale del teatro, abbiamo preso parte alla giornata di blocco per lo spettacolo e la cultura “Show must go block” dove con centinaia di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo dopo aver bloccato simbolicamente il Ponte della libertà con decine di bauli abbiamo chiesto: la pianificazione della ripartenza con adeguati protocolli di sicurezza e la tempestiva convocazione di un Tavolo Interministeriale al quale siedano
Ministero del Lavoro, Ministero dello Sviluppo Economico oltre al Ministero dei
Beni e delle Attività Culturali. Tavolo che deve portare velocemente ad una riforma
strutturale del settore che garantisca piene tutele previdenziali e assistenziali; un redditto di continuità; formazione accessibile gratuitamente; riconoscimento delle professioni nello spettacolo – quali tecnici, stagehands ed
altre mansioni  – come lavori usuranti; diritto alla pensione, con abbassamento a 60 giornate per costruire l’anno
contributivo; tutele per i lavoratori autonomi; stabilizzazione dei precari delle fondazioni lirico-sinfoniche; provvedimenti finalizzati al finanziamento e al sostegno delle piccole e medie realtà economiche e associative che si occupano di spettacolo e di cultura, che ad un anno dal blocco degli spettacoli rischiano di chiudere.

 

 

 

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