Padova – Abbiamo rotto l’incantesimo!? Bitonci nun te reggae più

Sabato 24 settembre diverse centinaia di cittadini e cittadine padovane si sono ritrovati davanti al Municipio per urlare due cose molto precise: “Bitonci, nun te reggae più” e “Cambiamo musica”.
Nonostante il disagio e l’insofferenza verso le politiche della Giunta Comunale e dello sceriffo Bitonci serpeggino ormai da mesi in città – all’interno dei luoghi di lavoro, nei quartieri e tra i soggetti più colpiti dai provvedimenti dell’amministrazione – nonostante il crescendo di mobilitazioni e contestazioni su questioni e scelte specifiche, fino ad oggi sembrava quasi un tabù dire che la misura è colma, che bisogna mandare a casa Bitonci il prima possibile.
Finalmente sabato 24 abbiamo rotto l’incantesimo e con una bellissima giornata di mobilitazione e socialità, ricca di musica, reading e performance artistiche abbiamo detto con chiarezza che a Padova non c’è più spazio per il razzismo, la xenofobia, la cementificazione, lo sperpero di denaro per opere utili solo a chi le costruisce e le finanzia. Si è trattato di un primo momento di convergenza di molti NO – come quello al nuovo ospedale e allo stadio Plebiscito, alla costruzione di nuovi centri commerciali, alle vessazioni dei migranti e dei rifugiati – e tante rivendicazioni – più soldi al sociale e ai servizi pubblici, una mobilità accessibile e sostenibile, politiche ambientali all’altezza delle sfide epocali che abbiamo di fronte. Un passaggio che senza ambizioni di sintesi ha indicato con chiarezza quale saranno i temi sui quali nei prossimi mesi non daremo tregua al Sindaco e alla sua Giunta. Abbiamo detto e scritto che volevamo aprire una campagna, crediamo che la proposta sia stata assunta positivamente da tutte le realtà presenti. Molti collettivi, gruppi e comitati della nostra città che hanno portato sia il proprio vissuto,che la voglia di mettere sul piatto ed in comune il lavoro che ogni giorno conducono in città.
E poi loro, gli “invisibili” : centinaia di cittadini che in questa città si sentono esclusi innanzitutto da un patto sociale che gli ha posti ai margini da molti anni, e poi da un sindaco che li considera di serie B e che categorizza gli umani in base al colore della pelle. Poco importa se queste persone, queste famiglie, con figli nati e cresciuti a Padova siano una parte fondamentale dell’ossatura della città. Più di 20000 “migranti” che ogni giorno lavorano e partecipano attivamente all’economia della città, molto di più di quanto faccia Massimo da Cittadella. Al di la di questioni magari più specifiche, questo ci preme sottolineare: la città di Padova è governata da un sindaco razzista ed ignorante, che fa dell’insulto e dai modi da Kapo la sua governance.

Per noi di ADL COBAS che abbiamo indetto la giornata è stata una manifestazione importante, anche perché ha visto il grande protagonismo di quei cittadini padovani che pur vivendo in Italia da molti anni non hanno la possibilità di votare. Da questo punto di vista la manifestazione ha mandato dei segnali chiari: chi vive, lavora, studia, paga le tasse a Padova deve essere preso in considerazione come CITTADINO PADOVANO.
Sabato 24 è stata una giornata molto positiva, perché siamo stati in grado di coniugare la rabbia verso un’amministrazione razzista, bugiarda e attenta solo agli interessi di pochi con la gioia dello stare insieme tra diverse generazioni e nazionalità di provenienza, costruendo piccoli ma significativi momenti artistici e culturali, che hanno saputo cogliere e interpretare lo spirito dell’iniziativa. I ragazzi saliti sul palco a fare Rap ci hanno detto tanto con le loro rime: “mi chiami marocchino, sono padovano più di te” non è solo una strofa da freestyle, ma rappresenta la presa di coscienza di molti ragazzi e di chi questa città la vive per davvero, facendo tesoro delle differenze e del rispetto. Per questo siamo molto grati a chi ha letto dei propri testi e chi ha improvvisato rap davanti al microfono, agli artisti di strada, portando testimonianza del fatto che siamo in molti a crederci in questa città: dobbiamo solo iniziare a metterla in Comune. E per Bitonci sarà molto difficile imbrigliarci.
Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco..

BITONCI…NUN TE REGGAE PIU’! – CAMBIAMO MUSICA!

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