Parliamo dei front-office delle Entrate del Veneto a rischio “burn-out”

Parliamo dei front-office delle Entrate del Veneto a rischio “burn-out”

Parliamo di “burn-out” ossia di stress correlato al lavoro e ringraziamo la rsu della Direzione Provinciale delle Entrate di Padova per aver sollevato con forza questa tematica coniugandola, nella sua segnalazione del 13 maggio alla Direzione dell’Ufficio, al lavoro nel front office.

Siamo convinti che il “burn-out”sia un problema reale in qualsiasi area di lavoro quando i carichi di lavoro non sono parametrati in modo corretto e quando le richieste sul piano della produzione diventano incoerenti con la formazione ricevuta e i tempi richiesti sono incompatibili con la necessità di approfondimento e studio di questioni delicate e sempre diverse.

In questo periodo di pandemia abbiamo in particolare constatato come nel servizio di front sia negli uffici provinciali che in quelli decentrati ,sia di natura “entrate” che di provenienza “territorio”,si sia condensato un pesantissimo carico di lavoro ulteriormente aggravato in alcune situazioni anche dal pensionamento di alcuni colleghi (vedi il caso eclatante di Cittadella).

Il nodo centrale verte sulla ritenuta “indispensabilità” dei colleghi del front sia per il lavoro in presenza che per funzioni da call center e riportiamo a questo proposito un’intera frase ,tratta dal documento rsu della Dp di Padova:

l’amministrazione ha anche deciso di trasformare attualmente le nostre abitazioni in sedi di call center, attraverso le quali poter fornire assistenza sulle comunicazioni di irregolarità e sulla dichiarazione precompilata, non munendoci degli strumenti necessari per una attività di tale tipo(cuffie, microfoni, una mail dedicata per ricevere e trasmettere documentazione ed eventuali sgravi o aggiornamenti …”.

Come Adl Cobas concordiamo con quanto richiesto dalla rsu della Dp di Pd ossia che l’assegnazione delle lavorazioni non consideri normale avvalersi dello straordinario, che magari poi a consuntivo viene pure disconosciuto, e che venga ridotto il numero di attività in carico al singolo dipendente delocalizzando ad altre aree di lavoro alcune lavorazioni .

Riteniamo altresì importante dare vita a momenti assembleari indetti dalle rsu, per singole aree e di tutto l’ufficio.

Solo se riusciamo a ricreare un clima “collettivo” nell’affrontare le problematiche lavorative riusciamo a battere “quel senso di stress dettato da una situazione di continua emergenza ed ansia”.

Come organizzazione sindacale proprio per stimolare una “attivazione” dei lavoratori particolarmente necessaria in questa situazione di isolamento dovuta alla pandemia, stiamo approntando un semplice questionario sui nodi contrattuali che quanto prima chiameremo i colleghi a compilare per porre le premesse per l’essere protagonisti e non come al solito comparse di quanto già deciso da CGIL CISL UIL con la controparte pubblica.

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