Contratto statali: nelle assemblee/consultazioni, votiamo NO!

Riteniamo utile focalizzare alcuni punti del CCNL Statali non solo perché riguarda 247.000 dipendenti di Ministeri, Agenzie Fiscali, Parastato ma anche perché funge da “apripista” per sanità, scuola e enti locali. Qual’è il suo iter: ora passa al Governo per l’approvazione, poi alla Corte dei Conti per la verifica contabile (il contratto è costituito da 96 articoli in 129 pagine) e dopo il via libera ritorna all’Aran per l’approvazione finale .Chi l’ha sottoscritto:Il Contratto è stato firmato dalle Confederazioni CGIL CISL UIL e Confsal mentre le Confederazioni Usb, Cgs e Cisal non l’hanno sottoscritto. In base all’art.7 comma 4 del Contratto (che riprende una norma già presente nei CCNL precedenti) i soggetti sindacali titolari della contrattazione integrativa di sede territoriale o di sede unica sono : a) la Rsu; b) i rappresentanti territoriali delle OO.SS. di categoria firmatarie del presente CCNL”. Tradotto significa che una O.S. per poter partecipare alla trattativa di II livello ossia territoriale, deve non solo avere la maggiore rappresentatività sul territorio nazionale (data dal numero di iscritti sommati ai voti ottenuti nelle elezioni rsu) ma deve anche aver sottoscritto il CCNL. Furto di democrazia: come ADL Cobas abbiamo da sempre denunciato come sia assurdo che la rappresentatività richiesta per poter partecipare come O.S. ad una trattativa a livello territoriale sia quella del livello nazionale! Ma secondo l’articolo del contratto che abbiamo citato non è nemmeno sufficiente questo: bisogna sottoscrivere il CCNL pur non condividendolo! E’ come se per partecipare ad una riunione di condominio ci fosse richiesto di essere stati eletti in Consiglio Comunale e di averne approvato il regolamento! Per noi, che da tempo abbiamo scelto il terreno dell’autorganizzazione, l’unica strada percorribile non è conquistare una sedia in quinta, sesta, settima fila, per poter partecipare alle trattative a livello nazionale e locale salvo poi non contare nulla (tant’è che si deve sottoscrivere il CCNL deciso da altri), ma portare alla trattativa con la controparte, a livello locale e nazionale, la mobilitazione dei lavoratori su punti chiari e condivisi. Vorremmo, per quello che siamo in grado di fare dove siamo presenti e nonostante i poteri limitati attribuiti alle rsu, utilizzare l’elezione delle rsu previste entro il 20 aprile 2018 per questo scopo. Il nostro giudizio sulla conclusione della “trattativa” sul CCNL Statali, partita con 8 anni di ritardo, è totalmente negativo per questi motivi:
– totale assenza di informazione ai lavoratori: che fosse stato introdotto un meccanismo simile alla Brunetta lo si è capito praticamente a giochi fatti..,basta leggersi l’art.78 del CCNL Statali “differenziazione del premio individuale” che prevede per i dipendenti che conseguono le valutazioni piu’ elevate una maggiorazione non inferiore al 30 per cento del valore medio pro-capite dei premi attribuiti al personale!;
– contenuti insufficienti in termini salariali: gli incrementi sullo stipendio avverranno solo dal 1 marzo 2018 e con una forbice che va da 63 euro a 117 (sempre lordi) grazie ad un extra di 21-25 euro lordi mensili solo per 10 mensilità che riguarda i redditi piu’ bassi ossia coloro che vedrebbero altrimenti intaccati gli 80 euro elargiti da Renzi alle precedenti elezioni…e che saranno comunque erosi a partire dal 1 gennaio 2019. Gli arretrati non sono considerati, come sarebbe giusto, dal 1 gennaio 2010 ma dal 1 gennaio 2016 e ammontano a 545 euro lordi, del tutto insufficienti anche a recuperare la solo inflazione registrata tra il 2010 e il 2017;
– peggioramento normativo su permessi,visite mediche, con un inasprimento delle norme disciplinari mentre l’ordinamento professionale, che a nostro avviso avrebbe dovuto sanare il problema del mansionismo, ossia del personale sottopagato della prima e seconda area viene demandato….. a una “commissione paritetica sui sistemi di classificazione del personale ” ossia a tempi indefiniti quanto gli esiti!
Inoltre non sono più materie di contrattazione tre argomenti quali: l’articolazione dell’orario di lavoro, la formazione e la mobilità del personale!

La realtà è che i pubblici dipendenti continuano ad essere discriminati rispetto al privato:

1) corresponsione del TFR/TFS con due anni di ritardo;
2) fasce di reperibilità in caso di malattia di 7 ore rispetto alle 4 ore del privato) ;
3) penalizzazione degli assunti post 2001 che pur essendo in regime di TFR subiscono la trattenuta mensile come TFS (circa 40 € mensili): un vero e proprio furto;
4) penalizzazione con trattenuta dell’indennità di amministrazione per i primi 15 gg di malattia (esclusi ricoveri e terapie salvavita);
5) anzianità di servizio e pertanto maggiore professionalità non considerata in sede di CCNL a differenza del privato.
Alla luce di quanto esposto ci sembrano surreali i comunicati dei sindacati firmatari che parlano di conquiste giustificando la miseria degli aumenti con l’introduzione del welfare integrativo, della previdenza complementare e della sanità integrativa avvenuti su questo CCNL seguendo la scia di quello dei metalmeccanici.
La realtà è che le OO.SS. firmatarie del CCNL si stanno preparando al rilancio della proposta di adesione, con il “silenzio assenso”, ai vari Fondi Pensionistici Perseo-Sirio e Espero (per la scuola) che finora hanno avuto scarsissima adesione da parte dei dipendenti e che li vede anche all’interno dei comitati di gestione (non è conflitto d’interessi questo?).
Che fare? Ci sembra fondamentale fare controinformazione tra i colleghi sui contenuti del CCNL Statali, in vista anche delle consultazioni nei posti di lavoro che i sindacati firmatari terranno prima della sottoscrizione definitiva. E’ evidente che queste consultazioni saranno pro forma in quanto vengono poste dopo che hanno pattuito un accordo e pertanto chi si oppone verrà dipinto come il pazzo che, senza proporre alternative, punta a far saltare l’aumento mensile e gli arretrati. E’ evidente che queste consultazioni pilotate saranno “vinte facilmente” da chi ha già firmato per noi, ma l’estendere il votare No apre possibilità all’interno del proprio posto di lavoro nel cercare di “limitare i danni”, e ci riferiamo alla parte normativa, derivanti da questo brutto CCNL.
DUE GIORNATE DI MOBILITAZIONE SUL CONTRATTO IL 19 E IL 26 GENNAIO.
Condividiamo e facciamo anche nostra, per quello che ci è possibile fare, la proposta lanciata da alcune OO.SS. di base di due prime giornate di mobilitazione sul CCNL Statali e sugli altri contratti del Pubblico Impiego che in questi giorni sono alla firma .
FACCIAMO CHIAREZZA SUI FONDI CONTRATTUALI.
Per quanto riguarda invece la previdenza complementare invitiamo tutti a partecipare all’assemblea – conferenza che terremo insieme ai Cobas Scuola il 6 febbraio a Padova, dalle ore 15.00 alle 17.00 presso la sala Paladin con la partecipazione del Professore Beppe Scienza dell’Università di Torino e dell’Avvocato Ettore Squillace dello studio Legale dell’ADL Cobas.
Infine… alle votazioni RSU del 17/18/19 Aprile, Adl Cobas ci sarà per portare alla trattativa locale, di posto di lavoro, i punti richiesti dalle assemblee dei dipendenti. Apriamo fin d’ora le nostre liste a chi intende candidarsi con noi per porre un freno a quei sindacati che firmano sopra la testa dei lavoratori!
Se non ora , quando?

Veneto, 10/01/2018

Adl Cobas

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •