Padova – Presidio ed incontro in Prefettura

Ottenuto l’incontro con i delegati al lavoro della Prefettura di Padova, che si sono impegnati a convocare dei tavoli di discussione e trattativa con le rispettive aziende, in modo da trovare una soluzione per i dipendenti licenziati da Walter Tresoldi, e per futuro e garanzie occupazionali per Limena.

Di seguito il volantino:

IMPRENDITORI “ILLUMINATI”

ALI’/ALIPER, DESPAR/INTERSPAR/EUROSPAR, IPERLANDO, PRIX, UNICOMM, MAXIFRUTTA, TUTTI CLIENTI DELLA DITTA TRESOLDI DI ALBIGNASEGO CHE HA LICENZIATO 12 LAVORATORI CHE HANNO AVUTO IL CORAGGIO DI DENUNCIARE UNA CONDIZIONE DI SCHIAVITU’

DIESEL/CEVA. IL “GRANDE” RENZO ROSSO DA MESI SI RIFIUTA DI INCONTRARE I LAVORATORI PER FORNIRE SPIEGAZIONI SUL FUTURO DEL MAGAZZINO DI LIMENA

Siamo qui questa mattina con due situazioni molto diverse, ma che presentano dei punti in comune. Da una parte abbiamo una situazione che vede 12 lavoratori che lavoravano presso la Ditta Tresoldi di Albignasego, che produce cipollotti, topinambur e rape rosse, (40 ettari di terra coltivati) che sono stati licenziati verbalmente solo perché hanno avuto il coraggio di denunciare all’Ispettorato del Lavoro e all’INPS una situazione di totale illegalità e di sfruttamento che rasenta la schiavitù. Una trentina di lavoratori, tutti stranieri, che da molti anni stanno lavorando per 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì con pochissime pause per un “salario”, per lo più in nero, di 1200 € al mese. Vale a dire una retribuzione oraria, indistinta, che non tiene conto di lavoro straordinario, festivo, ferie, contribuzione, tasse, ecc. di circa 4 € all’ora. Se dovessero lavorare 8 ore al giorno per 40 ore a settimana, prenderebbero circa 700 € al mese. Questa la realtà che troviamo non a Rosarno o in qualche sperduta campagna del sud, ma qui a due passi dal centro di Padova. L’Ispettorato del lavoro ha trovato anche alcuni lavoratori privi di documenti che sono stati affidati al servizio anti tratta. Ma per chi lavora la Ditta TreSoldi? I clienti di TreSoldi sono ALI’, ASPIAG/DESPAR, FAMILA, EMISFERO, EUROSPIN, PRIX, IPERLANDO, MAXIFRUTTA, CADORO, tutte aziende che a volte si ammantano di uno spirito caritatevole, mettendo in bella mostra la “responsabilità sociale” mentre non si “accorgono” che i prodotti che vendono sono raccolti da lavoratori ridotti in schiavitù. La risposta che la Ditta Tresoldi ha dato, dopo le ispezioni è stata quella di lasciare a casa quei lavoratori che hanno avuto il coraggio di denunciare una situazione insostenibile e di totale illegalità. Possibile che la grande distribuzione non sapesse quello che succede in questa azienda? Non possiamo crederlo, nel senso che da troppi anni questa azienda rifornisce tutti i marchi che abbiamo riportato.
OGGI SIAMO QUI IN PREFETTURA PER INVESTIRE DEL PROBLEMA UNA ISTITUZIONE GOVERNATIVA ALLA QUALE CHIEDIAMO DI INTERVENIRE CONVOCANDO OLTRE ALLA DITTA TRESOLDI ANCHE TUTTI I MARCHI MENZIONATI PERCHE’ DOBBIAMO ARRIVARE A GARANTIRE IL RIPRISTINO DEL RAPPORTO DI LAVORO ED UNA CONDIZIONE DI LAVORO E DI RETRIBUZIONE CHE SIA RISPETTOSA DEI DIRITTI E DELLE NORMATIVE IN MATERIA CONTRIBUTIVA E FISCALE.

L’altra situazione per la quale oggi siamo qui davanti alla Prefettura che riguarda un altro imprenditore “illuminato”, parliamo di Renzo Rosso, titolare della Diesel, che ha dato in gestione a Ceva un magazzino a Limena dove lavorano più di cento persone e che vede una situazione di crisi aziendale da oltre 3 anni. Da tempo stiamo chiedendo, anche perché sono in scadenza i contratti con Ceva e di Ceva con Morex, che venga convocato un tavolo perché si chiariscano le prospettive. Ma fino ad oggi abbiamo trovato da parte di Rosso un muro. E’ semplicemente immorale che non vi sia la disponibilità da parte di Diesel a fornire risposte alle domande che i lavoratori si stanno facendo in relazione alle prospettive future. Per questo chiediamo alla Prefettura di porre rimedio a questo situazione di incertezza che si è creata, convocando Diesel, Ceva, Morex e Brio.

ROSSO, CANELLA, CESTARO, FOSSER, QUESTI I PRINCIPALI NOMI DEGLI IMPRENDITORI “ILLUMINATI” CHE VENGONO ACCOMUNATI DA QUESTE DUE VICENDE MOLTO DIVERSE TRA LORO MA CHE HANNO IN COMUNE IL FATTO CHE PER LORO I LAVORATORI SONO SOLO STRUMENTI PER ACCUMULARE PROFITTI E NON ESSERI UMANI CHE MERITANO RISPETTO E UN TRATTAMENTO DEGNO.

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-c72e5b2a-769c-42fb-b929-1a5306a084d6.html

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