Carrefour, alta tensione è scontro sulle domeniche

«Domeniche e integrativo aziendale, per i lavoratori va sempre peggio»: a intervenire sulle condizioni dei dipendenti del Carrefour di Marcon è Sergio Zulian, rappresentante di Adl Cobas Treviso, che più volte ha puntato il dito contro il colosso. «Alla fine di marzo, Carrefour e Triplice sindacale hanno rinnovato il contratto integrativo aziendale ma ancora una volta per i lavoratori ci sono solo brutte notizie perché sono stati tolti l’importo fisso aggiuntivo e il gettone di presenza per il lavoro domenicale», spiega Zulian, «Carrefour, insieme a Federdistribuzione, si sta rifiutando di rinnovare il contratto nazionale e approfitta di salari bloccati da oltre due anni, senza nessun adeguamento al costo della vita».

Prosegue l’associazione che tutela i diritti dei lavoratori del Carrefour: «Nonostante tutto, in questi giorni hanno nuovamente fatto circolare la stessa lettera per chiedere la disponibilità per le domeniche anche ai lavoratori che ne sono esentati di diritto. Il sistema è sempre lo stesso: si vuole far apparire che i lavoratori decidano liberamente di dare la loro disponibilità e pur di avere questa disponibilità si fanno false promesse individuali».

«La realtà è una: vogliono la disponibilità per sempre, a tempo indeterminato, per il lavoro domenicale e in cambio non danno assolutamente nulla. Per questo invitiamo a non firmare nessuna lettera-truffa», tuonano da Adl Cobas, «Per Carrefour ormai la crisi è diventata uno spauracchio da agitare per far ingoiare di tutto ai lavoratori e nella realtà dei fatti la catena macina profitti sempre più alti. Mentre non c’è alcun intervento per ridurre inefficienze e mancanza di un vero piano di rilancio, ai lavoratori si chiede di fare lo stesso lavoro, comprese le domeniche, con salari sempre più bassi e con l’obiettivo di ridurre al massimo il personale a tempo indeterminato, tenendo i salari bloccati, cancellando i bonus previsti dall’integrativo aziendale e considerando la domenica un giorno di lavoro ordinario». «Ma anche», proseguono, «avendo la massima flessibilità su orario senza nessuna contropartita e scaricando il
più possibile i costi sull’Inps con gli ammortizzatori sociali». Domanda Adl Cobas: «Perché non forniscono mai ai lavoratori i dati su contratti di solidarietà e cassa integrazione? Perché non mostrano davvero quanti posti sono stati affidati a società esterne?».

Tratto da La Nuova Venezia

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