Importante vittoria contro Busitalia Veneto e il Fondo Pensione Priamo

Importante vittoria contro Busitalia Veneto e il Fondo Pensione Priamo

Con la sentenza del 17/11/2020 il giudice del tribunale di Padova Maurizio Pascali ha accolto il ricorso fatto dal nostro delegato Parpaiola Davide contro Busitalia Veneto spa e il Fondo Pensione Priamo in merito alla trattenuta, per noi da sempre illegittima, a seguito dell’adesione obbligatoria al Fondo di Previdenza così come previsto all’articolo 38 del CCNL degli autoferrotranvieri.

Questa è una importante vittoria perché così come era già accaduto anche ai nostri colleghi di Firenze ribadisce l’illegittimità di una norma che costringe i lavoratori ad aderire automaticamente ad un fondo di previdenza senza manifestarne singolarmente la volontà, ma essendovi costretti d’ufficio.

E’ una sentenza importante perché conferma quello che noi andiamo dichiarando da tempo, vale a dire che i Fondi Pensione non sono certo la soluzione del problema pensionistico italiano, anzi possono diventare in una fase di incertezza economica italiana e mondiale un boomerang che si ritorce contro chi ha aderito.

Una sentenza inoltre che ribadisce che l’adesione ai fondi non può essere imposta, e che deve essere una libera scelta del singolo lavoratore, diventa quindi illegittima anche la norma contrattuale prevista all’articolo 38 che destina i 100 euro per lavoratore direttamente al fondo. Una norma inserita all’interno di un contratto nato già vecchio e superato, un contratto che dopo dieci anni non è riuscito a dare risposte vere alle richieste dei lavoratori, un contratto che ancora una volta – da questa questione fino alle norme discriminanti relative ai nuovi assunti – ha ridotto i diritti e la dignità dei lavoratori del settore.

Questo è solo il primo importante passo per restituire dignità e diritti ai lavoratori, per ridare la giusta valorizzazione ai lavoratori di un settore, come quello del TPL, che soprattutto in questa fase sono in una situazione ad alto rischio ed allo stesso tempo assolutamente necessari per garantire la mobilità di tutti e tutte.

Una sentenza che mette un punto fermo in merito al rispetto della volontà dei lavoratori e alle imposizioni di norme previste dai CCNL; una sentenza che a nostro parere anche a livello nazionale restituisce un diritto fondamentale, quello dell’autonomia decisionale dei lavoratori.

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