TPL: scioperare per cosa?

TPL: scioperare per cosa?

Le segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti a gran voce indicono uno sciopero di ben 4 ore per 8 febbraio e nel comunicato di indizione dello sciopero l’unica vera motivazione che viene richiamata .è quella relativa all’atteggiamento delle parti datoriali.

Il contratto nazionale passa in secondo piano, l’assenza di progettualità per il settore, la carenza sostanziale di finanziamenti adeguati a sostegno del TPL, e la carenza di investimenti importanti al fine di dare ampio respiro al ruolo del TPL, non vengono nemmeno citati, si chiede solo di scioperare per 4 ore al fine di ricondurre alla ragione e soprattutto al tavolo di trattativa nazionale le parti datoriali.

A noi sembra, che come spesso accade, anche questa volta le Organizzazioni Sindacali dei confederali e vicini, guardino più al cercare di riaffermare il loro ruolo piuttosto che difendere e garantire i diritti dei lavoratori.

Dopo tre anni di assenza del Contratto Nazionale, in piena pandemia, in una situazione di immobilismo totale da parte delle aziende del trasporto pubblico, l’unica cosa che interessa “lor signori” è ricondurre al tavolo le parti datoriali, e per farlo non si parla delle richieste avanzate o da avanzare sia sul piano economico che normativo, non si parla di ipotizzare un salario diverso per i nuovi assunti costretti a guidare con stipendi da fame ma con responsabilità enormi nei confronti dell’utenza.

Dopo tre anni di immobilismo e dopo un anno alla finestra in occasione del Covid-19 e di quelle che dovevano essere le misure da adottare per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, si chiede di scioperare, e lo si fa senza uno straccio di documento da presentare ai lavoratori, senza aver sentito il parere e le richieste dei lavoratori, senza pensare a come recuperare il salario perso in occasione della cassa integrazione adottata ai tempi del lock down.

Noi crediamo sia necessario cambiare passo, crediamo sia necessaria una revisione sostanziale del contratto nazionale, così come riteniamo necessaria una revisione sostanziale dei premi di risultato, dobbiamo riportare il salario dei nuovi assunti a livelli dignitosi, un autista non può percepire un salario di 1200 euro circa netti ed assumersi tutte le responsabilità legate alla conduzione di un mezzo pubblico.

Vogliamo un vero contratto nazionale con aumenti in grado di rispondere veramente all’aumento del costo della vita.

Vogliamo un premio di risultato esigibile e non basato su parametri che tornano utili solo alle aziende.

Vogliamo sicurezza sui mezzi, sicurezza in materia sanitaria, sicurezza fisica.

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