Forlì – 23 Giugno giornata di lotta meticcia contro lo sfruttamento per i #DirittiSenzaConfini

Oggi in diverse città e in particolare a Forlì, Trento, Torino, Reggio Calabria si sono svolte delle importanti mobilitazioni contro lo sfruttamento lavorativo, le discriminazioni e il razzismo che colpisce i lavoratori e le lavoratrici migranti e che provoca uno scivolamento in basso dei diritti e della dignità nel mondo del lavoro che colpisce tutti i lavoratori e le lavorartici. Nel pomeriggio a Torino e a Reggio Calabria le manifestazione in memoria di Soumalya Sacko e contro lo sfruttamento nel settore agricolo.
A Trento presidio itinerante per il centro città con i lavoratori interinali impiegati nella filiera della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, tutti di origine africana. Lavorano nell’impianto di “Ricicla Trentino” e hanno preso parola per denunciare le difficili condizioni di lavoro.

A Forlì la manifestazione #DirittiSenzaConfini indetta da varie realtà antirazziste della Romagna che ha visto la partecipazione di più di cinquecento persone e un protagonismo vivacissimo della soggettività migrante che ha partecipato al corteo.

In questi ultimi tempi lo sfruttamento lavorativo nel territorio della Romagna ha trovato un nuovo sbocco, c’è una nuova frontiera ed è quella dei tirocini in Garanzia giovani, dove l’unica garanzia per ii/le tirocinanti (perlopiù richiedenti asilo o titolari di una qualche forma di protezione) è quella di essere sicuramente sfruttati.
Sempre più persone si rivolgono a noi denunciando questa forma di sfruttamento, che sono costretti ad accettare, per tirocini attivati in particolar modo nel settore turistico e in quello dell’agricoltura. E’ un problema che riguarda tutte e tutti, migranti e non.

Le nostre sorelle e i nostri fratelli migranti si vedono costretti ad accettare questa “nuova” forma di sfruttamento anche in virtù del fatto che spesso rimangono parcheggiati per mesi nei CAS, oppure gli viene richiesto per il rinnovo della protezione umanitaria un contratto di lavoro o di dimostrare la loro inclusione nel tessuto sociale. Un’inclusione proprio da pacchia che passa dal sottoscrivere delle convenzioni per i tirocini che prevedono 40 ore settimanali di attività con la presenza di un tutor che affianchi il tirocinante a fronte in realtà di un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato e sfruttato. Le 40 ore diventano infatti 80, il giorno libero non esiste e quello che si riceve è un misero contributo di 450 euro. Una vera e propria elemosina.

Le politiche del lavoro dei governi degli ultimi 30 anni hanno continuato a volerci far credere che tutto questo sfruttamento sia normale, che siccome manca il lavoro dobbiamo adeguarci .
Lega, PD, M5S, sono tutte facce della stessa medaglia, tutti impegnati a normalizzare il lavoro gravemente sfruttato, la disumanità.
Dobbiamo opporci e reagire tutte e tutti insieme, dobbiamo batterci per affermare i diritti e le dignità umana, solo opponendoci possiamo mettere fine alla normalizzazione, l’istituzionalizzazione della disumanità.

Per questo questa mattina eravamo in piazza a Forlì e a Trento, per questo i/le braccianti delle campagne del Sud stanno manifestando a Reggio Calabria, contro il caporalato nel settore agricolo, per Soumayla e con Soumayla.
Perché Soumayla è qui insieme a noi, così come sono qui insieme a noi Paola e Florentina, persone che sono morte, sono state sfruttate e assassinate, dai caporali, dagli schiavisti, dall’istituzionalizzazione del sistema mafioso.
L’Emilia Romagna, il Trentino, il Piemonte e la Calabria non sono così distanti e così diverse, le accomuna schiavitù e disumanità .
Dobbiamo reagire in nome dei diritti per tutte e tutti e dell’umanità, della dignità umana. Noi faremo la nostra parte.

L’intervento di Fortunato (Fofò) di Adl Cobas E.R. alla manifestazione a Forlì:

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