In occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, un ruolo fondamentale, al di là dell’impiego di circa 6000 agenti tra carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, l’hanno avuto le migliaia di dipendenti delle varie aziende di vigilanza privata armata e non armata. Sui contratti in essere con le molteplici azienda che hanno lavorato tra Cortina, Milano e Livigno c’è poca trasparenza. Si sa dell’impiego di aziende come Italpol Vigilanza, One Group e molte altre azienda che hanno lavorato in subappalto.
Gli uomini e le donne di Italpol Vigilanza sono coinvolti nelle attività di vigilanza armata e non armata, nel presidio di varchi, luoghi sensibili e infrastrutture strategiche,ha inoltre curato attività di trasporto assicurato e custodia di beni di particolare valore simbolico, tra cui le torce e le medaglie delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.
Anche One Group è una società romana a cui è stata appaltata la sicurezza dei Giochi, reclutando hostess e steward da più parti d’Italia.
Ciò che è emerso a fronte anche della notizia di un lavoratore morto per il freddo a Livigno è una realtà, a noi molto ben conosciuta fatta di contratti pazzeschi con orari proibitivi e paghe da 8 € all’ora lordi. Si lavora con contratti part-time ma si fanno molte più ore di quelle contrattualizzate. Va sempre ricordato che le condizioni di lavoro che vengono imposte a questi lavoratori, al di là delle palesi illegalità, sono conseguenza dei contratti nazionali firmati dai sindacati confederali. Ci sono state anche delle proteste spontanee.


Nella notte tra il 7 e l’8 febbraio due steward sono stati trasportati in pronto soccorso con sintomi di ipotermia e quello più grave del morto. Dopo questi episodi alcuni lavoratori hanno deciso di denunciare pubblicamente le condizioni di lavoro,con un volantino che è stato distribuito a Livigno,in via Saroch, dove si trovano i giornalisti, ma la voce di una protesta dei lavoratori si è diffusa e chi distribuiva il volantino è stato fermato da alcuni agenti della digos di Sondrio. Portato in Questura e sequestrati volantini e cartelli.
Per verificare di persona le condizioni di questi lavoratori ci siamo recati anche noi a Cortina il 15 febbraio per cercare di raccogliere qualche informazione. Un primo rilievo da fare è stata la differenza di trattamento tra guardie giurate (quelle armate) e gli operatori di sicurezza.I G.P.G. erano forniti di guanti giacconi pesanti berretti di lana, oltre ad avere in dotazione l’auto di servizio con relativa radio per poter comunicare in caso di bisogno. Per i secondi la situazione era completamente all’opposto: D.P.I. completamente assenti divisa inesistente, in dotazione avevano un semplice gilet ad alta visibilita indossato su abiti civili ( alcuni individui indossavano una semplice tuta da ginnastica ).Nessuna radio per poter chiamare in caso di emergenza. In una situazione climatica che andava dai meno 15 gradi di notte a zero gradi in pieno giorno con il sole. Inoltre ci riferivano che erano costretti a lunghi viaggi per arrivare sul posto, visto che gli alberghi erano del tutto inaccessibili, ovviamente per i prezzi.Abbiamo avuto conferma dalle interviste che abbiamo fatto che erano sottoposti a turni di 12 ore nelle condizioni che abbiamo descritto.



