Agenzia Entrate: rimossi d’imperio a ferragosto gli striscioni per un contratto dignitoso e per un aumento degli sportelli per il pubblico!

Quando il dito indica la luna la Direzione Regionale dell’Agenzia
delle Entrate vede il dito ossia la “mancanza di decoro” per l’Ufficio
delle Entrate di Padova dove, nella cancellata di Via Turazza,
rispettivamente all’entrata pubblico e all’entrata lavoratori c’erano
due striscioni a firma uno di Adl Cobas e l’altro della Rsu aziendale.

Dopo aver intimato all’O.S, e alla Rsu di rimuoverli, senza aver
ricevuto obbedienza alla sua richiesta, a ferragosto la Direzione
Provinciale provvedeva alla loro rimozione.

La “Luna indicata dagli striscioni” era per quello dell’ADL Cobas la
mancanza di un contratto dignitoso e per quello della Rsu la critica
allo sperpero di denaro pubblico per aver istituito gli stornelli
nella DP di Padova di via Turazza, per verificare la presenza dei
dipendenti (controllo che già avveniva e avviene con la timbratura del
badge) anziché utilizzare quel denaro pubblico per incrementare gli
sportelli per l’utenza.

La Dre del Veneto ancora una volta anziché basarsi sui dati reali che
fotografano un comportamento corretto del 99.9% dei 2400 dipendenti
dell’Agenzia delle Entrate del Veneto,vuole apparire come super brava
nel controllare i suoi i dipendenti e non solo adotta un procedimento
(gli stornelli) assolutamente inutile, costoso e obsoleto, ma arriva
anche a far rimuovere lo striscione della rsu che ironicamente
criticava questa scelta con l’efficace slogan “- tornelli +
sportelli).

La DRE del Veneto anziché lodare i propri dipendenti che pur in
assenza di contratto e in assenza di personale, e dopo aver aspettato
10 anni per quello 2015-2018, svolgono egregiamente il proprio lavoro
non trova di meglio che far rimuovere lo striscione che chiedeva un
contratto dignitoso.

Non saranno questi mezzucci a silenziare la volontà di dignità dei
dipendenti pubblici e , per quello che sono le nostre forze , come ADL
Cobas continueremo a opporci alle scelte che riteniamo
controproducenti per i lavoratori e per l’utenza.

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