Riviera Romagnola: Lavoro sfruttato e albergatori bugiardi

Lavoro sfruttato e albergatori bugiardi.
Nelle ultime settimane leggendo la rassegna stampa dei quotidiani locali della provincia si evince un quadro sempre più fosco che non potrà altro che far alimentare le svariate forme di grave sfruttamento lavorativo che incontriamo attraverso il nostro impegno sindacale in particolare nel settore turistico.
Da un lato i controlli dell’Ispettorato e della Guardia di finanzia che hanno trovato tantissime aziende con lavoratori e lavoratrici in nero, dall’altro le lamentele degli albergatori che non riescono a reclutare personale, lamentando la poca professionalità e serietà dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali. Hanno un bel coraggio!
Dal nostro piccolo ma importante osservatorio anche attraverso un costante lavoro di inchiesta, stiamo monitorando alcune situazioni che riguardano una nuova composizione della forza lavoro stagionale che è rappresentata da tantissimi richiedenti asilo, ricorrenti, titolari di una qualche forma di protezione che sono impiegati in tirocini con la Garanzia Giovani o in contratti di apprendistato.
Alcuni fuoriescono o sono in carico ai CAS altri o allo Sprar.
Si tratta di situazioni in cui vi sono delle violazioni pesantissime degli accordi contrattuali previsti dai CCNL del settore in vigore, ed anche delle convezioni di tirocinio. Mancano controlli, i tutor se sono previsti non ci sono e a tutti gli effetti questi strumenti nascondono rapporti di lavoro subordinato e sfruttato: 11 ore di lavoro, mancato giorno libero, straordinari e lavoro festivo e domenicale non retribuiti. Nulla di nuovo da questo punto di vista, possiamo dire che quella appena descritta è la condizione di lavoro che accomuna la stragrande maggioranza dei 35 mila lavoratori stagionali occupati nella nostra Provincia, stranieri e non. Invitiamo pertanto gli/le operatori/operatrici dei servizi di accoglienza, i/le volontari/rie delle scuole di italiano, chi subisce queste gravi forme di sfruttamento lavorativo a segnalare queste situazioni e di contattarci per un colloquio (349 9745299).
La pacchia, per utilizzare una categoria tanto amata da questo Governo, per questa categoria di lavoratori e lavoratrici indipendentemente dalla loro provenienza non è mai esistita. Noi continuiamo nel nostro lavoro di formazione, inchiesta, denuncia e di organizzazione delle e degli sfruttate/i, convinti che solo impegnandosi ciascuno a partire dalla propria condizione potremo modificare questo stato di cose.
Questa sera si svolgerà l’ultimo incontro del Corso base per orientarsi nel mondo del lavoro: diritti & tutele con l’avv. Fabiola Grosso attivato da ADL Cobas presso Casa Don Gallo proprio su questi temi.
ADL COBAS

*nella foto il presidio al Centro per l’impiego in occasione dlela Giornata del Rifugiato

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